Foto sottili

(Foto di Eleonora Sottili)

Da ragazzina non leggevo. Ricordo il caldo e i miraggi leggermente tremolanti che si formavano appena sopra la sabbia dalla parte delle cabine, e io inchiodata alla sdraio, affranta, che con i libri per le vacanze provavo a fare quella che Woody Allen chiamerebbe lettura veloce, ossia guardare fissa la quarta di copertina per tirarci fuori il riassunto, sapendo già che a scuola mi avrebbero beccato alla prima domanda.
Un pomeriggio mi capitò tra le mani Cent’anni di solitudine. Accadde qualcosa di straordinario. Il mondo intorno a me, mentre voltavo le pagine, cominciò semplicemente a trasformarsi, e quando chiusi il libro e sollevai di nuovo gli occhi, tutto era diventato diverso. La pioggia era diversa, perché a Macondo pioveva per quattro anni di seguito e io a febbraio guardavo fuori, convinta che tra poco rametti di zafferano avrebbero preso a spuntare sui nostri panni stesi e i pesci sarebbero entrati e usciti dalle finestre nuotando sospesi nella penombra delle stanze. Il ghiaccio nel mio frigorifero d’un tratto era una materia prodigiosa, così come le calamite che con la loro forza di attrazione facevano – lo diceva Marquez e io ero propensa a credergli – staccare gli oggetti dai muri e ritrovare le cose perdute.
Anni dopo amai moltissimo La metamorfosi di Kafka. Anche qui si trattava di un meraviglioso effetto speciale: gli impiegati si trasformavano in enormi insetti. All’epoca lavoravo in un ufficio. Sapevo esattamente di cosa si stava parlando!
Infine Rumore bianco di Don De Lillo: la ragazzina che ha la passione di fare la vittima nelle esercitazioni antincendio, Jack e sua moglie Babette che al supermercato si interrogano sugli imballaggi delle cose prima di comprarle, atterriti dalla raccolta differenziata, il figlio Heinrich talmente fiducioso nelle previsioni meteorologiche da negare la pioggia che gli cade di fronte. E poi tutti gli oggetti, dalla tv alla radio, al tritarifiuti, che ronzano ed emettono strane vibrazioni. Non si può uscire indenni da un libro così sorprendente!
Cominciai a bruciare il pancarré nel tostapane per sentire quello speciale odore di bruciato di cui scriveva De Lillo e ancora oggi ogni tanto penso: in fondo non facciamo altro che procedere verso porte scorrevoli.
Ecco, è questo che voglio dalle storie. Che mi stupiscano, che mi emozionino e accendano la realtà di fronte ai miei occhi mostrandomi cose di cui altrimenti non mi accorgerei, che la illuminino, come la lampadina che Hitchcock mise nel bicchiere di latte di Cary Grant.

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Eleonora Sottili nasce a Viareggio nel 1970. Si laurea in Psicologia Clinica.
Frequenta presso la Scuola Holden di Torino corsi e workshop di scrittura tra cui diverse edizioni del corso HoldenClub, il Corso avanzato di Sceneggiatura Cinematografica e il Corso di Editoria a cura di Minimum Fax.
Dal 2004 inizia a tenere corsi di scrittura creativa per adulti e ragazzi.
Dal 2008 collabora con la Casa Editrice Einaudi di Torino.
Nel 2003 ha vinto il concorso LuccAutori con il racconto Il Progetto, pubblicato in Racconti nella Rete.
Ha vinto il terzo concorso letterario di Terre di Mezzo e pubblicato il racconto Così ho pensato non sono per stasera le pesche nella raccolta A fuoco lento.
A marzo 2010 è uscito con Nottetempo il suo primo romanzo Il futuro è nella plastica.
Ha scritto per il Progetto Navigare Sicuri di Save the Children il racconto I contorni delle cose.
Nel 2011 per la manifestazione I Luoghi delle Parole ha scritto il racconto L’altra metà delle pietre.
Ha partecipato alla manifestazione Esor-dire con il racconto I pomodori pelati e i Kennedy.
A maggio 2012 ha tenuto una lezione all’Accademia Albertina di Torino sulla poetica di Carver in rapporto alla pittura di Hopper.
Nel 2012 ha scritto i testi per una guida multimediale del Complesso di Santa Croce a Firenze.
Nel 2014 ha tenuto presso l’Accademia Albertina di Torino una lezione tra letteratura, cinema e pittura dal titolo Se appendo lo specchio di Alice nella camera 237: il Perturbante.
Nel 2014 ha tenuto presso la Scuola Holden il ciclo di lezioni Immagini dal Satellite.
Nel 2015 ha tenuto presso l’Accademia Albertina di Torino una lezione tra letteratura, cinema e pittura dal titolo Da Gesù al naso di Gogol e ritorno.
Nel 2015 ha tenuto presso la Scuola Holden il corso Tentativo di esaurire un luogo di Torino e la lezione Dal primo fiocco di neve alla tempesta perfetta. Come nasce un romanzo.
A ottobre 2015 è uscito il suo secondo romanzo Se tu fossi neve con Giunti Editore.
A gennaio 2016 ha tenuto presso l’Accademia Albertina di Torino una lezione tra letteratura e pittura dal titolo Di Venere in Venere. Tentativo di esaurire l’immagine di una donna.
Attualmente conduce diversi corsi per Scuola Holden e in Azienda e svolge attività di Reader e Writing Coach

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