I dischi di Guido Michelone: Live At Nefertiti di Scott Hamilton

HAMILTON Scott At Nefertiti

Quando nel 1978 appare From The Beginning (Concord), il primo disco a nome Scott Hamilton, il sax tenore bianco di Providence, all’epoca solo ventiquattrenne, stupisce tutti, pubblico e critica: in piena era fusion, post-free e improvised music, Hamilton presenta un album dichiaratamente swing, rinverdendo i fasti di quei suoi anziani colleghi sassofonisti – i mitici Coleman Hawkins, Chu Berry, Lester Young, Don Byas, Ben Webster provenienti spesso da mitiche orchestrone – che nello stile e nell’humus precedono il bebop uscito invece dai club newyorchesi degli anni bellici.
Da allora a oggi Scott prosegue su questa traiettoria con gusto, bravura, coerenza, dimostrandosi valente solista, ottimo leader soprattutto nell’organizzare gli small combos, ossia i piccoli gruppi ideali per un quartetto o un quintetto. Ed è ancora con un ‘quintet’, composto da quattro celebri scandinavi (Svezia, Damimarca, Norvegia) che il fine tenorista si presenta dal vivo al Jazzclub Nefertiti di Göteborg il 7 dicembre 2007 in doppia confezione (CD, più un filmato DVD con un repertorio quasi identico).
Le lunghe improvvisazioni su sette grandissimi standard quali Move, Tenderly, Dear Old Stockholm, Bye Bye Blackbird, In A Sentimental Mood, Blue Capers e Smile (quest’ultima solo per immagini) contraddistinguono la sapienza del leader che si allarga al concetto di jam session lasciando appunto grossi spazi ai suoi assolo tenoristici, come a quelli della chitarra (Ulf Wakenius) e del pianoforte (Jan Lundgren), mentre la sezione ritmica con Jesper Boldisen (contrabbasso) e Kristian Leth (batteria) svolge egregiamente il proprio compito di sensibilissimo accompagnamento.
Dunque alla fine si ascolta con Live At Nefertiti (2008) un bell’album oggi forse definibile a metà tra neo-swing e classico mainstream e si sente l’ennesima riconferma di un jazzman che non delude mai come provano i tanti CD disseminati in una carriera ultratrentennale, in cui sono da citare almeno Tenorshoes (1979), Plays Ballads (1989), East Of The Sun (1993) e Our Delight! (2005).
Ma per chi voglia sentirlo dal vivo, proprio in questi giorni Scott Hamilton, accompagnato da un quartetto tutto piemontese compie una mini tournée a Borgosesia, Casale, Arona e Vercelli: un occasione unica, forse irripetibile, per apprezzare il maggior tenorista vivente e magari confrontarne l’azione, otto anni dopo, con Live At Nefertiti !!!

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