sabato 2

(Foto di Pierpaolo Vettori)

I libri sono strani. Pensi che siano immobili, pigri, abituati a stare impilati assieme ad altri nelle biblioteche o a subire macchie di caffè sul comodino. Credi che amino le luci al neon delle librerie del centro e che sopportino pazienti la polvere, le dita frettolose e impaurite degli studenti e la quieta attesa del macero. Immagini, insomma, che siano un po’ come noi.
Invece Sopra eroi e tombe di Ernesto Sabato è radicalmente diverso. Sembra fatto di pagine inerti ma è più vivo della maggior parte delle persone che conosco e, di certo, è più vivo di me. E’ simile a una bomba a mano che ti esplode dentro,ti viene a cercare, esige la tua attenzione e ti cambia per sempre.
L’ho incontrato per caso, sullo scaffale di un amico, o forse era lui che mi aspettava da tempo, impaziente e nervoso come un amante fuori dal portone. Dopo pochi minuti era già nella tasca del mio cappotto: sembrava bruciare. Arrivato a casa, l’ho divorato in un paio di notti. I personaggi parlavano a me, e solo a me, come mai era capitato prima. Qualcuno dunque mi conosceva meglio di quanto non facessi io stesso. Come era possibile? Ero anch’io un personaggio letterario, uno che si poteva immaginare restando comodamente seduti su una poltrona a Buenos Aires? Questo pensiero non mi ha più abbandonato e ogni mio successivo, piccolo e goffo tentativo letterario non ha avuto altro scopo che tentare di avvicinarmi al mistero che ho intravistotra le pagine di Sopra eroi e tombe.
La storia è complessa ma, come nella vita, non è necessario capire tutto. Di Alejandra e Martìn, del loro strano amore e dell’oscurità che circonda la vita di lei, erede di una nobile famiglia bonaerenseormai decaduta, mi seduce l’intensità assoluta con cui viene descritto il loro paesaggio interiore. E anche di Fernando, padre di Alejandra e redattore dell’infame “Rapporto sui ciechi”, vero cuore nero del romanzo, non voglio parlarvi. Non servirebbe.
Leggerete questo libro solo se, come è successo a me, vi sentirete “chiamati” da lui. In quel caso dovrete solo chiedervi se desiderate acconsentire o meno a farvi trascinare in un viaggio straordinario dal quale potreste anche uscire con le ossa rotte.
Ah, naturalmente c’è anche la storia dell’Argentina che si intreccia a quelle dei protagonisti, come se tutte le storie non fossero che una, ma soprattutto c’è il messaggio doloroso e chiaro di Ernesto Sabato che ci invita ad andare avanti nonostante tutto, nonostante le inevitabili sconfitte, perché la parte nella quale abbiamo scelto di combattere, quella dei sognatori, dei puri, degli amanti senza speranza, è l’unica possibile.

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Diplomato al liceo scientifico, studia Lingue e Letterature straniere all’Università degli Studi di Torino, dove si laurea con una tesi su Richard Lester e il cinema della SwingingLondon. Dal 1994 al 1999 costituisce i Groovers, con i quali conduce un programma su Radio Flash di Torino. In seguito collabora con i mensili musicali Rumore e Blow Up. Nel 1999 pubblica l’albugnata dal musicista britannico Robert Wyatt.
Finalista al Premio Italo Calvino nel 2010 e nel 2011, esordisce in ambito letterario nel 2011 con il romanzo La notte dei bambini cometa, a cui fa seguito dopo pochi mesi Le sorelle Soffici. Tra le sorprese letterarie del 2012, Le sorelle Soffici riceve un ampio consenso della critica specializzata. Leonetta Bentivoglio su “Repubblica” lo definisce «un libro anomalo, spiazzante e lieve nella scrittura (…) che acchiappa il lettore e non gli permette di restare mai indifferente». Per Andrea Bajani (“Il sole 24 ore”) è il «romanzo più interessante, vivo, potente della stagione», mentre il programma radiofonico Fahrenheit lo elegge libro del mese a febbraio 2012.
Nel 2014 esce il suo terzo romanzo La vita incerta delle ombre.

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