Libri tanto amati: Antonio Maddamma e Le notti bianche

notti bianche

Lo so, dirvi perché ho amato Le notti bianche (Belye Noči) di Fëdor Dostoevskij è un po’ come raccontarvi del mio primo amore. Per questo tacerò qualcosa. Ma vi confesserò almeno che questo prezioso libretto è stato per me come la Vita Nova di Dante, di un Dante a me più vicino, ma egualmente giovane. “In quella parte del libro de la mia memoria…”. E libro e memoria sono parole che ricorrono ossessive nelle pagine de Le notti bianche, quasi contrappunto di romanzo e sogno. Immaginate un giovane che ami così tanto la notte da vivere con angoscia fin le prime ore del mattino, che coltivi la solitudine pur con la paura di restare solo, che pretenda per la consuetudine dei suoi sguardi di conoscere gli abitanti e le case della sua città, che superatone il confine si ritrovi allegro nell’abbraccio di una campagna primaverile “proprio come se, improvvisamente, mi fossi trovato in Italia, tanta era la forza con cui la natura aveva colpito me, cittadino malandato e mezzo soffocato tra le mura della città” e che infine, inebriato di bellezza, vi rientri canticchiando, passando per una strada rasente al suo antico fiume. Finché non appaia lei. Avevo negli occhi della mente il terzo capitolo della Vita Nova mentre leggevo questi versi e forse anche il dipinto di Henry Holiday. Pietroburgo come Firenze, la Neva come l’Arno. Beatrice e Nasten’ka: la prima vestita di bianco, che accenna un virtuoso saluto; la seconda vestita di nero, che prorompe in un pianto singhiozzante. L’ora nona del giorno, le dieci della sera. Ed ecco che le storie divergono. Eppure Dante e Fëdor sono una cosa sola, due sognatori senza nome che giocano la partita con un signore che si chiama Amore, illudendosi di vincerla, come anche una cosa sola sono quelle angiolette diciassettenni, belle ed amabili, eppure impossibili perché promesse al loro sposo. Quattro notti e un mattino. “Dio mio! Un minuto intero di beatitudine! È forse poco per colmare tutta la vita di un uomo?”

***

Antonio Maddamma è nato a Senigallia (AN), dove vive, nel 1976. Scrittore, poeta in lingua e dialetto, è risultato vincitore di diversi premi letterari. Dal 2006 è redattore del blog letterario “LibriSenzaCarta”. In veste di regista e attore ha realizzato un adattamento e riduzione teatrale del Pluto di Aristofane (2006) e dell’Anna Bolena di Benedetto Arsilli (2010). Ha curato le antologie di racconti Marchenoir (Ancona, Italic Pequod, 2012) e Tremaggio (Senigallia, Ventura Edizioni, 2014). Sue poesie in dialetto sono presenti ne I poeti dialettali di Senigallia, vol. 2 (Senigallia, Edizioni La Fenice, 2011) e nell’antologia del Premio Poesia Onesta 2014 …eppur si scrive (Camerata Picena, Associazione Culturale Versante, 2014).

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...