Giacomo Verri: il prosatore inverno

di Gianluigi Ricuperati

Giacomo Verri è stato una delle rivelazioni letterarie del 2012, con un romanzo, Partigiano Inverno, dal linguaggio molto aderente, come sognato in un sogno molto preciso intorno ai mille-volte-raccontati fatti della Resistenza, di rado così vividi ed esemplari. E’ anche un libro interessante perché è in parte nato dalla possibilità mancata di un altro libro: “Nell’estate del duemilaotto mi capitò tra le mani, svolgendo una ricerca estranea a questo scritto, un articolo apparso il venticinque aprile millenovecentocinqiantotto su un settimanale locale, il Corriere Valsesiano, dove l’uscita di ‘Gettone’ Einaudi dovuto a un tale Remo Agrivoci era data come un fatto certo…”. La cosa più speciale di questo romanzo, scandito in 24 capitoli intinti nel rigore di dicembre, è l’incedere talvolta salmodiante della prosa: una rivelazione, che a tratti mi ha ricordato la versione di The Partisan di Leonard Cohen, con quel passaggio tra inglese e francese, e il peso quasi intollerabile della sua voce ferma, stabile, nel centro dello stereoscopio, freedom soon will come, preceduta dalla frase più terribile: these frontiers are my prison.

Articolo apparso su “Rolling Stone” del marzo 2013, p. 142.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...