Ezio Sinigaglia, Eclissi

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Acquaforte, acquatinta e cera molle di Tino Aime

Perché l’eclissi? Perché quello dell’eclissi è uno spettacolo tanto bizzarro da riuscire artefatto, è “un capovolgimento dell’intuito naturale, dell’abitudine dei sensi, della lettura umana del mondo”. Eugenio Akron, architetto di Trieste sulla soglia dei settant’anni – il figlio si preoccupa che i giri del cervello paterno siano intaccati da una qualche malattia che lo porterà a perdere la memoria –, ha bisogno di abbandonare le dolci abitudini, di stimolare nuovi aggetti alla coscienza, di capovolgere l’usuale discorso sul mondo. Il protagonista di Eclissi, il nuovo romanzo di Ezio Sinigaglia (Nutrimenti, pp. 109, euro 15), è in cerca di una domanda, badate bene, non di una risposta. Una domanda, complicata, oscura, periclitante. O semplicemente difficile da pronunciare, o da osservare, poiché l’occasione e l’opportunità per pronunciarla e per osservarla avvengono raramente nella vita. La risposta è chiara come il sole; ma la domanda è come la luna che abbuia il disco di Apollo.
La storia si adagia su una lontana e ruvida isola del nord Europa, tutt’intorno “l’oceano, irsuto ma docile come una belva già sazia”. Eugenio Akron vi giunge per assistere alla sua prima eclissi totale e per vivere, intensamente, quel che considera l’ultimo viaggio dell’esistenza. Non si tratta di un soggiorno di piacere né della ricerca di slavati contatti con la natura: le valigie, Akron le fa con il preciso intento di “estrarre dalla reticenza del mondo” quella domanda che da più di mezzo secolo lo tormenta.
Ma qual è la domanda? Di interrogativi nel romanzo ce ne sono molti e corrodono la coscienza del protagonista come i flutti oceanici mangiano all’isola le coste e ne digeriscono i frastagli. Eppure bastano poche ore di soggiorno per dare la stura a “una specie di sfilata di interrogativi a cannocchiale” che, certo, portano in luoghi inesplorati fino ad allora, conducono vicino alla meta, ma non ancora approdano al cuore della questione.

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“Sono guarito?”, domanda prima di tutto il protagonista.
Ma guarito da cosa?, riflette il lettore. Si guarisce da un dolore, da una sofferenza, da una malattia dell’anima. E non è la morte di sua moglie Irene: quello è un lutto nitido, perfetto, dotato di ogni ragione per essere tale.

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C’è dell’altro. E qui sta il bello di questo romanzo che è parente d’una feerica qûete e che mescola all’incanto vertiginoso di madre natura gli interrogativi più fondi e opachi che un essere umano possa cacciarsi in petto.
“L’umanità ha uno scopo?”. Grande domanda, oziosa domanda. La risposta non c’è. Questo Akron lo capisce, perciò scava ancora, mentre al suo fianco appare, più dolce, sempre più vicina, una donna, più anziana di lui, una collezionista d’eclissi, incontrata al Min Hval, uno dei locali del piccolo borgo, “un gruppo di casette variopinte allineate sulla riva come una bocca aperta che succhiasse alla mammella magra e lunghissima del fiordo”. Mrs Clara Wilson, donna appassionata e innamorata, accoglie Akron come un amico, forse come un figlio. È colei che in questo piccolo ‘poema eroico’ potrebbe giocare la carta decisiva per aiutare Akron nella recherche del proprio e personalissimo temp perdu. E infatti Clara – travolgente e fausta madeleine dagli occhi color verde erba – riattiva in lui una memoria, o meglio, inietta significati nuovi in un ricordo mai sopito, quello della morte dell’amico Beniamino, “il capobranco, l’inventore di mete e di misteri, l’instancabile trovatore di avventure”; che spinge infine Akron all’ultima grande prova della vita. Un viaggio senza ritorno, durante un’eclissi che oscura tutto ciò che fino ad allora era stato chiaro e che improvvisamente, nell’ossimorica luminosità della notte senza luna, svela il messaggio e l’abisso.
L’ultima pagina di Eclissi mostra la domanda più tremenda, che è anche la più semplice e la più vera. Al lettore, ora, la curiosità di andarla a cercare tra le pieghe di una scrittura raffinata, dai toni a tratti epici, a tratti malinconici, a tratti midollarmente appassionati.

Recensione apparsa per la prima volta su Satisfiction il giorno 17 aprile 2016

http://www.satisfiction.me/eclissi/

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