Libri Tanto Amati: Michaël Uras e Jules Supervielle

 

gravit

Quand on aime lire, quand on a besoin de lire depuis son adolescence pour assouvir un besoin de découverte, un besoin d’imaginaire alors, les romans, les recueils de poésie, les pièces de théâtre se multiplient dans notre univers. La maison devient une forme de bibliothèque. Cependant, parmi toutes ces œuvres envahissant l’espace, seule une poignée reste gravée dans notre mémoire, comme une tâche incrustée profondément. On ne peut pas l’effacer, on ne veut pas l’effacer. Elle gravite autour de nous.
Le recueil de Jules Supervielle, Gravitations, a taché ma mémoire. Une tache de douceur. Et je ne veux pas l’effacer.
Il y a dans cette œuvre la quintessence de Supervielle. La mort de la mère, la France, l’Amérique, enfin réunies malgré la séparation géographique. Parce que dans Gravitations, tout est possible. Et c’est pour cela que ce recueil compte pour moi. Toute y est possible. La poésie devient le lieu magique où notre raison (et toutes les barrières qui la composent) lâche prise. Gravitations est le recueil qui nous fait perdre la raison.
La mère du poète, décédée alors qu’il était enfant, ouvre l’œuvre en occupant la place centrale du fascinant poème liminaire, “Le portrait”. Supervielle lui parle comme si elle était en capacité de l’entendre et de lui répondre, «Je te parle durement ma mère. Je parle durement aux morts car il faut leur parler dur… »
Tout est possible. Plus loin : “Lorsque le noyé se réveille au fond des mers et que son coeur se met à battre comme le feuillage du tremble“. La mort n’est qu’un événement vite dépassé.
Tout est vraiment possible. Comme dans les jeux des enfants.

Et l’abeille me fait signe de m’envoler avec elle
Et le lièvre qu’il connait un gîte au creux de la terre
Où l’on ne peut pas mourir.

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Quando si ama leggere, quando si sente il bisogno di leggere fin dagli anni dell’adolescenza per soddisfare un bisogno di scoperta, un bisogno dell’immaginazione, allora i romanzi, le raccolte di poesia, i testi teatrali cominciano ad affollare il nostro universo. La casa si trasforma in una specie di biblioteca. Ma solo una manciata delle opere che invadono il nostro spazio si imprime nella nostra memoria, come una macchia profonda e indelebile. Non possiamo, non vogliamo cancellarla. Gravita intorno a noi.

La raccolta poetica Gravitations, di Jules Supervielle, ha lasciato una macchia nella mia memoria. Una macchia dolcissima. E io non voglio cancellarla.

Quest’opera racchiude la quintessenza di Supervielle. La morte della madre, la Francia, l’America, finalmente riunite nonostante la distanza geografica. Perché tutto è possibile in Gravitations. Ed è per questo che per me è così importante. Lì dentro tutto è possibile. La poesia diventa il luogo magico in cui la ragione (con tutti i limiti che la caratterizzano) allenta la sua morsa. Gravitations è, per antomasia, la raccolta che ci fa perdere la ragione.

La madre del poeta, morta quando lui era piccolo, apre l’opera occupando un posto di primissimo piano nella bellissima poesia liminare, Le portrait. Supervielle le si rivolge come se lei potesse sentirlo e rispondergli: «Ti parlo con durezza, madre mia. Parlo con durezza ai morti perché è così che si fa con loro… »[1]

Tutto è possible. Più avanti: «Quando l’annegato si sveglia in fondo al mare e il suo cuore prende a battere come le foglie del pioppo tremulo»[2]. La morte è solo un evento passeggero.

Davvero, tutto è possibile. Come nei giochi dei bambini.

E l’ape mi fa cenno di volar via con lei

E la lepre mi sussurra che conosce una tana nel profondo della terra

Dove non si muore.

(Traduzione: Gian Giacomo Gradenigo)

[1] Le Portrait, Gravitations, 1925.

[2] Le Survivant, Gravitations, 1925.

***

Michaël Uras è nato nel 1977. Di padre sardo, ha fatto studi umanistici a Parigi e oggi insegna materie letterarie alle superiori. In Italia è stato già tradotto Io e Proust (Voland; trad. di G. Melloni, cura di G. Girimonti Greco). Il suo secondo romanzo, Nos souvenirs flottent dans une mare poisseuse, racconta la vita di un giovane uomo tra la Francia e la Sardegna. Il suo prossimo romanzo uscirà nel settembre 2016.

 

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