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Bill Evans Trio, Live At The Lulu White’s 1979, Gambit Records

Queste registrazioni, inspiegabilmente rimaste così a lungo inedite, arrivano dal 30 ottobre 1979, circa un anno prima della scomparsa del grande pianista bianco, dovuta anche al trauma del suicidio del fratello Harry proprio all’inizio del 1979: ma ad ascoltare la musica, come sempre impareggiabile, di un jazzman colto, romantico, finissimo, non si avverte dolore: semmai un fondo di malinconia o tristezza pervade comunque, da sempre, il suo approccio estetico alla tastiera, al pentagramma, alla jam session, con le molte delicate ballads, riprese perlopiù da celebri motivetti. Anche questo Live, dall’affollato locale di Boston, non smentisce la vena creativa di un artista che fans e critici pongono spesso ai vertici del pianismo moderno e contemporaneo: ma che Bill Evans sia meglio di Lennie Tristano o Keith Jarrett però è un falso problema; certo è che resta un maestro nella storia del jazz, come si evince anche da quest’ascolto: maestro nel comporre melodie struggenti (qui le tre Laurie, Midnight Mood, Re: Person I Knew), nel gioco d’assieme (il primo in assoluto a formalizzare superbamente l’interplay del piano-jazz-trio), nello swingare quasi in maniera introspettiva su materiali eterogenei, dai veri classici standard presi da arcinote canzoni – My Romance, Up With The Lark e I’m Gettin’ Sentimental Over You – dai meno noti jazz standard – The Peacocks del collega piansita Jimmy Rowles – fino alle colonne sonore – Theme From M.A.S.H. – o ai brani pop – I Do It For Your Love di Paul Simon – restando sempre dentro una performance omogenea, in cui un decisivo contributo giunge pure dagli altri due jazzisti, Marc Johnson e Joe LaBarbera, divenuti in seguito session men richiestissimi. In generale, poi, Live At The Lulu White’s 1979, suona anche più ruspante e meno laccato, più diretto e meno introverso di altre sue prove, a dimostrazione della genialità di un musicista e di un disco che può ottimamente figurare assieme ai tanti altri capolavori di Bill Evans come Portrait In Jazz (1959), Waltz For Debby (1961), Conversations With Myself (1963) e You Must Believe In Spring (1977).

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