Marsalis-A-Love-Supreme-In-Amsterdam

Il fratello ‘ribelle’ di Wynton, quel Branford Marsalis che, partito da New Orleans con il jazz puro, lo si sente fin dagli anni Ottanta suonare il sax tenore e soprano nel gruppo di Sting o fondare addirittura un insieme hip-hop chiamato Buckshot LeFonque o persino registrare dischi di musica classica, quello stesso Branford affronta a inizio Millennio una sfida impossibile: rifare per intero A Love Supreme il capolavoro che John Coltrane incise per la Impulse circa quarant’anni prima, il 9 dicembre 1964 agli studi Van Gelder, a Englewood Cliffs, nel New Jersey, mentre per Marsalis si tratta di una esibizione dal vivo al Bimhuis Jazz Club di Amsterdam il 30 maggio 2003. Oggi (2016) sono quasi tredici anni da quella che risulta anch’essa ormai una performance storica e quindi è quasi praticabile un confronto a distanza tra le due opere, ricordando che, per la difficoltà dell’impresa, il quartetto John Coltrane presenta solo una volta in pubblico l’intero A Love Supreme, durante un festival ad Antibes in Francia il 26 luglio 1965, un concerto che rimane sconosciuto fino al 2002 quando la Impulse lo ripropose integralmente. Resta quindi probabile che Branford parta in quell’occasione ravvicinata proprio dall’ascolto dell’opera dal vivo nel prendere spunto o ispirazione da una pietra miliare del jazz modale, avanguardista, mistico e contemporaneo, onde riproporla nell’altrettanto significativo club olandese. E proprio dei quattro aggettivi usati per l’amore supremo coltraniano – modale, avanguardista, mistico, contemporaneo – Marsalis pare riappropriarsi solo del secondo e dell’ultimo, facendo insomma una musica che punta esclusivamente sul pedale della sperimentazione e dell’attualità. Questo nuovo A Love Supreme risulta decisamente energico e vitalistico, nonché rispettoso dell’originale, senza esserne banalmente devoto: le quattro parti – AcknowledgementResolutionPursuancePsalm – dell’album vengono risuonate con una ritmica composta da Joey Calderazzo (pianoforte), Eric Revis (contrabbasso), Jeff ‘Tain’ Wattes (batteria) sul modello dei leggendari accompagnatori coltraniani McCoy Tyner, Jimmy Garrison, Elvin Jones. Nel secondo dischetto – il CD – si ascolta il concerto per intero, mentre nel primo – il DVD – ci sono interviste, immagini dietro le quinte e l’intervento di Alice Coltrane, che, oltre essere la moglie di John, prese parte al gruppo come arpista e pianista nell’ultimo folgorante periodo.

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