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Ritanna Armeni, Di questo amore non si deve sapere, Ponte alle Grazie, pp. 320, euro 15
Di Daniela Risso

Un ringraziamento speciale a Ritanna Armeni che ha restituito alla storia la figura di Inessa Armand, la donna senza la quale non ci sarebbe stata la Rivoluzione d’Ottobre in Russia. Sembra increbile ma è così, la Storia ufficiale ha cancellato la Signora Armand dai libri, pensando forse che fosse una figura di cui la Rivoluzione avrebbe potuto fare a meno; complice Stalin e la moglie, anzi la vedova di Lenin, si è pensato di non raccontare il lavoro, la passione, l’amore per la rivoluzione, gli ideali, lo studio preciso e puntuale, l’organizzazione che hanno condotto Lenin al ruolo che tutti conosciamo: peccato che tutto quanto citato sia stato svolto instancabilmente da Inessa, una donna eccezionale. In un’epoca in cui il femminicidio e il non rispetto per le donne sono ogni giorno agli onori della cronaca, ritengo giusto sottolineare l’importanza di questo libro a cui soggiace una attenta ricerca storica (l’autrice si è anche recata in Russia per approfondire ulteriormente le sue ricerche). Inessa? Chi era costei? Nata a Parigi da genitori artisti e trasferitasi con la nonna in Russia da bambina, cresce in una famiglia agiata insieme ai figli degli Armand di cui la nonna era istitutrice, ha quindi la possibilità di accedere alla cultura e questo le permetterà di avere una vita ricca e piena. Il suo amore per la cultura le consentirà in età adulta di iscriversi alla facoltà di Economia a Bruxelles e di completare il percorso di laurea in soli tre anni. Parla francese, inglese, russo e tedesco. Conosce Lenin a Parigi e se ne innamora. Inessa è travolgente e il suo ideale di socialismo accompagna ogni suo passo. Lenin la ama ma fondamentalmente la utilizza per organizzare la Rivoluzione. E’ incredibile come, nonostante lei abbia presenziato alle riunioni con i Menscevichi, ai congressi svoltisi in Svizzera, abbia organizzato e promosso la prima testata giornalistica clandestina delle donne socialiste, sia stata arrestata, sia riuscita a fuggire dal gulag prima, dal confino poi, sia stata nuovamente arrestata a Mosca dove era tornata per nostalgia dei suoi figli, abbia mantenuto i contatti con i russi a Mosca mettendo a repentaglio la propria vita, abbia organizzato il rientro in patria di Lenin in accordo con il governo nemico tedesco, nulla compaia di lei nei libri di storia.

Questo volume ha messo a dura prova il mio leninismo, mi sono chiesta mentre lo leggevo se la Rivoluzione sarebbe stata possibile senza il contributo di Inessa. Una donna che ha molto amato e che è stata molto amata sia dal marito, sia dal cognato e poi da Lenin che da lei accettava anche la musica classica ritenuta un trastullo borghese. Lenin che al rientro da vincitore le ha spiegato che non avrebbe potuto figurare perchè anche le amanti sono “borghesi”. Lei ha continuato a lavorare per la rivoluzione, si è sentita tradita all’epoca degli eccidi e delle epurazioni, i suoi ideali erano stati calpestati, il suo lavoro passava sotto silenzio ma ha continuato comunque a lottare. Libri come questi dovrebbero diventare testi scolastici, dovremmo tutti restituire alle donne il ruolo che hanno avuto nella storia, dovremmo insegnare il rispetto per le donne a partire dalla scuola materna e dovremmo spiegare perchè in apparenza non esistano nei libri di Storia. Forse se ricominciassimo tutti da qui, dalla cultura della verità e del rispetto, diminuirebbero le donne uccise per aver detto no.

Inessa è stata una bolscevica, era ricca ed è morta povera, aveva vissuto il degrado della rivoluzione ma non aveva smesso di lottare per essa, era stata una buona madre e una buona moglie ma aveva difeso il libero amore in un’epoca in cui non era facile difenderlo. Era consapevole dei limiti del bolscevismo sulla questione femminile e non aveva mai smesso di lottare perchè questi limiti fossero superati, ha amato Lenin senza mai rinunciare alla sua libertà. Un libro bellissimo che racconta di una donna “bellissima” nel senso migliore del termine, colta, determinata, piena di ideali, disponibile alla lotta senza mai scordare il rispetto di se stessa.

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