I dischi di Guido Michelone: Tony Bennett, Live at The Sahara e Sings For Two

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Sarebbe ora di considerare Tony Bennett tra i maggiori cantanti di scuola jazz, particolarmente dotato nel genere crooner, di cui questi due dischi – titoli completi Live at The Sahara: Las Vegas, 1964 (Columbia) e Tony Bennett Sings For Two (Solar Records), uno live, l’altro in studio, sono testimonianze eloquenti nel periodo aureo del cantante newyorchese tra il 1959 e il 1964. Il raffinato pop jazz singer, nato nella Grande Mela la bellezza di ottantasette anni fa e tuttora attivissimo, anzi rinato a una seconda giovinezza artistica dal 2000 a oggi come mostrano ad esempio i duetti con Amy Winehouse o Lady Gaga. Oggi forse, per motivi anagrafici, difetta un po’ la voce, ma non lo stile e però, se si vuole ascoltare un Bennett al meglio della forma canora nel senso del tono, del ritmo, della potenza, dell’espressività è utile tornare all’album dal vivo registrato il 6 aprile 1964 nella Congo Room dell’immenso Sahara Hotel alla capitale del gioco d’azzardo, che poteva concedersi il lusso di invitare i maggiori entertainer dal mondo intero. Sulla scia dunque di Frank Sinatra e Dean Martin, che risultano un po’ i numi tutelari di Tony (benché egli possegga addirittura una voce più bella, sul piano della limpidezza), il nostro Anthony Dominick Benedetto (questo il nome di battesimo, dalle origini reggine) dà vita a uno show di tutto rispetto anche sotto il profilo estetico, sfoderando grinta e buonumore, sottigliezze e classicismi alle prese con ben ventiquattro brani del repertorio standard, che includono un po’ tutta la storia del pop e del jazz americani del primo Novecento; con lui il Ralph Sharon Trio e l’Orchestra diretta da Louis Basil a creare un’atmosfera swing via via allegra e romantica, sbarazzina e sognatrice. A confermare l’assoluta bravura di Tony Bennett c’è la ristampa economica Tony Bennett Sings For Two dell’album del 1959 in duo con il solo Ralph Sharon al pianoforte (tredici standard superlativi) a cui è allegato come bonus track Sings A String Of Harold Arden (1960), dove dodici canzoni del grande songwriter vengono interpretate assieme a un’orchestona ritmosinfonica condotta da Glenn Osser. Mettendo insieme, nell’ascolto, Live at The Sahara: Las Vegas, 1964 (Columbia) e Tony Bennett Sings For Two (Solar Records), ne vien fuori il ritratto di un cantante jazz che la storia di questa musica dovrebbe ricordare maggiormente!

 

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