Libri tanto amati: Mario Baudino, da Salgari a Joyce

Non so se un libro possa cambiarti la vita. Certo può precisarla. O magari chiaritela, una volta tanto. Io, personalmente, ho dovuto aspettare un po’, diciamo la maturità, per ritrovare un libro “tanto amato”, o meglio amato almeno quanto Le avventure – salgariane – di Testa di Pietra lette da bambino. Avventure di mare, di balenieri e di bucanieri se ricordo bene, che per me, ragazzino “in fondo alla campagna” e forse anche “con quella faccia un po’ così”, dispiegava mondi fantastici e in qualche modo legittimavano finalmente il mio attivissimo fantasticare, paragonabile in tutto a una forma sublimata di autoerotismo (tanto che era accompagnato da una sorta di tic nervoso, che irritava oltremodo mia madre). Mi si potrebbe chiedere perché mai scelsi un personaggio tutto sommato secondario, anziché Sandokan. La risposta è nel secondo libro. La tigre della Malesia mi pareva a tutto dire eccessiva, smodata e chiassosa. Era un’approssimazione a qualcosa che non riuscivo a identificare, e che trovai molto tempo dopo, riconoscendolo subito: Leopold Bloom. L’Ulisse di Joyce mi ha svelato a un tratto che in ogni passo della nostra vita quotidiana si nascondono vertigini d’avventura, che anche la minima notazione, che so, meteorologica, può cambiare la nostra vita. Da quel momento, da quando la letteratura ce lo ha rivelato, un solo sguardo alle nuvole o alla prima pioggia, quello che gettiamo costantemente e in simultanea dimentichiamo, diventa parte della nostra vita. Bloom ci spalanca le porte segrete dell’esperienza. O almeno, così è accaduto a me. Senza tic.

***

Mario Baudino, prima di affrontarli in forma narrativa con Lo sguardo della farfalla, (Bompiani) si è dedicato ai detective bibliofili nei romanzi di genere con Ne uccide più la penna (Rizzoli 2011), ai rifiuti editoriali con Il Gran rifiuto (nuova edizione aggiornata Passigli 2009), alle narrazioni esoteriche novecentesche con Il mito che uccide (Longanesi 2004). Ha scritto altri romanzi e poesie, si occupa di cultura per il quotidiano “La Stampa”.

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