Libri tanto amati: Alessandro Zaccuri e Federigo Tozzi

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(Foto di Alessandro Zaccuri)

Federigo Tozzi è stato il nostro Kafka e, forse, anche il nostro Dostoevskij. Ha scritto alcuni dei racconti più belli del primo Novecento (Il crocifisso merita, davvero, di stare a fianco del Digiunatore) e romanzi di un’intensità folgorante, che non ammette repliche (Con gli occhi chiusi è un Karamazov in sedicesimo). Non ha vissuto neppure quarant’anni, tra il 1883 e il 1920, ed è come se non si fosse mai spostato dal contado di Siena, nonostante l’epidemia di spagnola lo abbia stroncato a Roma. Di Tozzi ho amato e amo tutta l’opera, ma per Bestie ho una predilezione che il tempo non attenua e che è condivisa, a quanto pare, dagli editori piccoli e grandi che lungo un secolo hanno sempre impedito che il titolo uscisse di catalogo. La prima edizione risale al 1917 e l’impulso immediato sarebbe di ascrivere la pubblicazione al genere della prosa d’arte. Ma non è così, perché Bestie è uno di quei libri che fanno storia a sé. Capitoli brevi, a volte brevissimi, in virtù dei quali la frammentaria – e in parte fittizia – biografia dell’autore ci viene restituita per sprazzi e allusioni, sempre al cospetto di una presenza animale che fa da testimone, profeta e messaggero. Sono rane e rospi, zanzare e galline, l’orso immaginato leggendo un romanzo di Jules Verne e l’allodola che, disegnata contro un cielo straziato, apre e chiude il racconto. E c’è uno scarabeo, certo, parente stretto dello scarafaggio che nel 1915 Kafka aveva stanato con La metamorfosi e che Dostoevskij, prima ancora, aveva evocato sotto l’aspetto di una creatura mostruosa e senziente. Bestie, per me, è quello che la letteratura italiana poteva essere e non è stato.

***

Alessandro Zaccuri è nato a La Spezia nel 1963. Vive a Milano ed è inviato culturale del quotidiano Avvenire. Autore di numerosi saggi sull’immaginario contemporaneo (il più recente è Non è tutto da buttare. Arte e racconto della spazzatura, La Scuola 2016), ha esordito come narratore nel 2003 con Milano, la città di nessuno, edito da L’Ancora del Mediterraneo. Con Il signor figlio (Mondadori, 2007) è stato finalista al Campiello. Il suo ultimo romanzo, Lo spregio, è pubblicato da Marsilio.

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