I dischi di Guido Michelone: Rolling Stones, Blue & Lonesome

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Si può parlare del maggior gruppo rock di tutti i tempi in una rubrica di dischi jazz? Certamente sì, per tante buone ragioni: innanzitutto perché rock e jazz non sono incompatibili come fanno credere per anni i rispettivi fans; e poi perché, nel caso dei Rolling Stones, il legame con il blues (che è l’anticamera del jazz) è viscerale, fin dai loro esordi, quando il primo album – The Rolling Stones (Decca, 1964) – è de facto, per nove dodicesimi, una raccolta di splendide cover di blues classici.

E il cerchio si chiude giacché Blue And Lonesome risulta un’opera del tutto analoga, qui addirittura i blues afroamericani sono 12 su 12. Il 2 dicembre 2016, i Rolling Stones pubblicano dunque Blue And Lonesome (Polydor, 2016), primo album in studio in oltre un decennio, in grado di coinvolgere il quartetto, ‘allargato’, di nuovo alle radici, esaltando al massimo la passione per il blues nero, che è da sempre cuore e anima delle ‘pietre rotolanti’ (espressione presa dal titolo di un blues di Muddy Waters).

L’album viene prodotto da Don Was e registrato nel corso di soli tre giorni nel dicembre 2015 presso la British Grove Studios di West London, a due passi da Richmond e Eel Pie Island, dove gli Stones iniziano come giovani bluesmen a esibirsi in pub, jazz club e sale da ballo. L’approccio all’album parte da un’idea di spontaneità che viene messa in pratica suonando come dal vivo in studio, senza sovraincisioni. Per il disco, la band originaria con Mick Jagger (voce e armonica), Keith Richards (chitarra), Charlie Watts (batteria) e Ronnie Wood (chitarra), è rafforzata da fidati sidemen come Darryl Jones (basso), Chuck Leavell (piano) e Matt Clifford (tastiere) e, in due pezzi, dal vecchio amico Eric Clapton, incontrato per caso in uno studio adiacente a lavorare al proprio album.

Blue And Lonesome vede in fondo i Rolling Stones omaggiare sia la Storia con la S maiuscola sia i loro esordi, quando, come un’autentica blues band, s’innamorano della musica dei vari Jimmy Reed, Willie Dixon, Eddie Taylor, Little Walter e Howlin ‘Wolf, non a caso presenti in questo piccolo capolavoro. Infatti “questo disco è la prova evidente della purezza del loro amore per fare musica, e il blues è, per le ‘pietre rotolanti’, la fonte di tutto ciò che fanno” come dice Don Was, già jazzista e ora deus ex machina dell’album stesso.

La scaletta del cd quindi comprende “Just Your Fool” di Buddy Johnson, “Commit a Crime” di Howlin’ Wolf, “Blue and Lonesome” di Memphis Slim, “All of Your Love” di Magic Sam, “I Gotta Go” di Little Walter, “Everybody Knows About My Good Thing” di Miles Grayson e Lermon Horton, “Ride ‘Em On Down” di Eddie Taylor, “Hate to See You Go” di Little Walter, “Hoo Doo Blues” di Otis Hicks e Jerry West, “Little Rain” di Jimmy Reed, “Just Like I Treat You” e “I Can’t Quit You Baby” entrambe di Willie Dixon. Un album alla fine bello e divertente e utilissimo ai giovani per scoprire il blues e il jazz attraverso il rock.

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