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Machado de Assis è stato il grande inventore del romanzo brasiliano. Dopo i romantici e prima del modernismo, c’è solo lui.

Nato e vissuto a Rio de Janeiro e carioca fino al midollo, morto nel 1908, fingendo di scrivere d’amore e dell’alta società cittadina partendo da presupposti di volta in volta romantici o naturalistici, in realtà ha dato alla narrativa brasiliana quel tocco disincantato e affettuoso che solo l’ironia poteva darle, secondo la lezione balzachiana che Machado conosceva benissimo. Di Machado si è detto che non era realista, che lo era, che non aveva molta dimestichezza con la politica, che sapeva dipingere con precisione la realtà sociopolitica brasiliana. Se consideriamo che il suo primo romanzo è uscito un anno dopo I demoni di Dostoevskij, forse riusciamo anche a intuire il perché. Come tutti i grandi scrittori, e quelli alle periferie degli imperi in particolare, Joaquim Machado de Assis sapeva prendere, mescolare e ritirare fuori in modo del tutto personale tutte le risorse creative con cui entrava in contatto. In questi casi le etichette servono a poco.

Bene. Questo classico della letteratura sudamericana, autore di una decina di romanzi, altrettante pièce teatrali, quattro raccolte di poesie e un centinaio di racconti, in Italia non c’è. O meglio c’è ma sparso, a pezzi e bocconi, difficile da trovare o quasi sempre esaurito.

Da noi Machado è stato tradotto tanto ed è stato tradotto presto (le prime traduzioni sono della fine degli anni Venti), quindi non è proprio giusto dire che ci manca. Certo, ancora oggi cinque romanzi (almeno due dei quali importantissimi), non so quanti racconti, due raccolte di poesia e praticamente tutto il teatro sono inediti nella nostra lingua. Ma non è questo il punto. Il punto è che, anche quanto è stato tradotto, lo è stato in modo disordinato, un po’ da questo un po’ da quello (intendendo sia editori che traduttori). E non si trova quasi più niente.

Delle grandi case editrici, infatti, solo Rizzoli ha provato a far uscire in modo sistematico le opere che considerava le più importanti. Poca roba, a dire la verità. Si tratta dei suoi tre romanzi più famosi: Don Casmurro, Memorie postume di Brás Cubas e Quincas Borba. Lo ha fatto negli anni Cinquanta, per le traduzioni di Laura Marchiori, poi basta (un paio di queste traduzioni sono state ristampate negli anni Novanta, ma comunque sono già di nuovo fuori catalogo). All’inizio del Duemila, Lindau ha ripreso una traduzione di Giuliana Segre Giorgi degli anni Ottanta e le ha chiesto di tradurre altri racconti.

Per il resto, solo meteore: Einaudi ha all’attivo una raccolta di racconti tradotta da Amina di Munno che però è fuori catalogo, in libreria non si trova più la traduzione delle Memorie postume di Brás Cubas di Rita Desti per Utet e nemmeno il suo L’alienista (un bellissimo racconto lungo), così come due delle raccolte di racconti tradotte da Amina di Munno (per due editori differenti).

Ricapitolando, in libreria, oggi, con un po’ di fatica si possono trovare un paio di traduzioni di Don Casmurro (di Gianluca Manzi e Léa Machbin per Fazi, e di Guia Boni per Fabula, quest’ultimo col titolo di Dom Casmurro), il Memoriale di Aires, L’alienista e alcune raccolte di racconti di Giuliana Segre Giorgi per Lindau.

Altri due romanzi si trovano ancora, ma non li cito perché uno si trova solo su Amazon e non sul sito della casa editrice, mentre l’altro è il lifting di una traduzione degli anni Trenta. E questo è tutto.

Cioè: nonostante alcuni libri di Machado siano stati tradotti anche cinque volte, oggi si trovano soltanto due suoi romanzi, due suoi libri di poesie e qualche raccolta di racconti. Tutto il teatro, molti racconti, metà delle poesie e almeno un altro paio di grandi romanzi non sono stati tradotti mai.

Ma Machado de Assis non è un minore. Se prima ho citato Balzac e Dostoevskij non è stato per caso. Anche solo per chi del Brasile conosce quasi solo Jorge Amado (cioè fondamentalmente tutti, in Italia, editori compresi), non è possibile godersi appieno questo autore senza aver letto Machado.

Insomma, mi dispiace non poter contribuire a questa rubrica con un libro, ma di essere costretto a farlo praticamente con un intero autore. Ma è così. Machado de Assis in Italiano è esistito ed esiste troppo poco. Ed è una vergogna, oltre che un peccato.

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