Ora lo so: Amélie Nothomb è ambidestra

16904870_600440083475042_5951496977093187697_o

di Roberto Lana

Ogni anno è la stessa cosa e ogni anno è diverso. Ogni anno è un atteso imprevisto. I libri di Amélie Nothomb e la sua breve – troppo breve – tournée di presentazione, rigorosamente a febbraio, lasciano sempre gli ascoltatori in preda a uno stupore sincero.

Qualunque cosa si pensi della scrittura di Amélie Nothomb e dell’estrema puntualità con cui, da ormai venticinque anni, pubblica un titolo a ogni stagione letteraria, non si può non restare affascinati da una signora che, contrariamente ai personaggi di molti dei suoi romanzi, possiede una grazia e un senso dell’altro fuori dal comune.

La mitologia che da anni precede e accompagna la baronessa Nothomb (è stata insignita l’anno scorso del titolo nobiliare dalla regina del Belgio per meriti culturali) è nota: scrive rigorosamente  a mano ogni giorno dalle 4 alle 8 del mattino, sorbendo tazze di tè nero, non possiede computer né un telefono cellulare, ha una profonda passione per i cappelli e, ovviamente, beve champagne (si legga a tal proposito il romanzo Petronille).

Il suo ultimo romanzo, Riccardin dal ciuffo (ed. Voland, trad. di Isabella Mattazzi), è la riscrittura di una fiaba di Perrault. Non è la prima volta che Amélie Nothomb si avventura sul territorio della fiaba (Barbablù, Attentato). Va subito detto che la scelta della riscrittura non è in nessun caso una scelta di comodo, tutt’altro. La scrittrice incarna i personaggi dando loro una dignità e un carattere nuovi, provocando necessariamente nel lettore riflessioni sulla categoria della bellezza, come spesso accade nei suoi romanzi.

16903232_600439756808408_5938064049543806055_o

Diciamolo subito, si tratta di una storia d’amore, argomento tra i più diffusi e banali nella narrativa moderna, la cui dignità sembra esistere solo in mancanza del lieto fine. L’autrice scomoda persino Balzac nella sua riflessione e ricorda come nei 137 romanzi della Commedia umana solo una minima parte termina con “e vissero felici e contenti”. Proprio questa presunta impossibilità di coesistenza tra lieto fine e storia d’amore l’ha spinta a cimentarsi in questo nuovo lavoro. Nessun problema di spoiler, chi leggerà Riccardin dal ciuffo sappia che alla fine non vi sarà nessuna tragedia, nessun amaro in bocca.

Ciò che, tuttavia, avviene nelle fiabe è la rimozione finale di tutti gli ostacoli, compresi quelli strutturali, come ad esempio ne La bella e la bestia, la trasformazione da bestia a principe. Amélie Nothomb, con un pizzico di malizia e di provocazione, rivendica il diritto alla bruttezza e reputa una grande ingiustizia per la bella della fiaba di Perrault, la perdita della persona di cui si era innamorata, ormai trasformata in un insignificante principe belloccio. Quindi, una volta di più, nell’ultimo romanzo dell’autrice belga si troverà un ribaltamento della prassi narrativa più tradizionale.

Il romanzo è piacevole e vi si trovano numerosi temi e spunti di riflessione, in particolare l’accenno a diversi tipi di intelligenza: la contemplazione, che rischia di essere confusa con un sintomo di estrema stupidità e il senso dell’altro, qualità di cui Deodato, il protagonista, sembra essere particolarmente dotato fin dalla più tenera infanzia (ricordando in qualche modo la narrazione di Metafisica dei tubi).

Tale qualità è senza dubbio quella che i lettori apprezzano maggiormente in Amélie Nothomb e lo scorso 23 febbraio hanno avuto l’occasione di sperimentarlo una volta di più. Durante la giornata passata in una Cremona immersa nella nebbia come non capitava più da tempo, Amélie, ha incontrato i ragazzi di un liceo linguistico, regalando loro una conversazione sull’arte della scrittura, il mondo dell’editoria (era presente anche la direttrice di Voland, Daniela Di Sora), l’adolescenza e la lettura, salutando i ragazzi con un prezioso consiglio di lettura: “Leggete Stendhal e Lettere a un giovane poeta di R. M. Rilke”.

16835895_600439953475055_8828166499982471138_o

Dopo la visita a una bottega liutaria, alla cattedrale  e all’imperdibile Museo del Violino, l’incontro principale con i lettori si è svolto nell’Auditorium G. Arvedi, annesso al museo del Violino, un capolavoro di architettura e ingegneria acustica.

Lo stupore dipinto sul volto di Amélie all’ingresso in auditorium è sincero: “Mi sembra di essere in un enorme violoncello, parlerò in un enorme violoncello!” Vuole sapere tutto, è dotata di una autentica curiosità, per ogni cosa, cibo, persona.

Ad accogliere Amélie, come sempre vestita di nero e con l’immancabile cappello, è una folla straripante di lettori fedeli che la seguono da anni e che sono disposti a spostamenti importanti pur di incontrarla.

L’incontro, anteprima del Porte Aperte Festival e animato dalla giornalista Annarita Briganti, è uno scambio fitto di riflessioni e suggestioni, che conferma la qualità dell’autrice e della persona dietro l’autrice. Nothomb ha la capacità non comune di interpretare in profondità anche quella che sembra la banalità del quotidiano e ci accompagna in una lettura originale e inattesa dei suoi personaggi e della parte di ciascuno noi che essi rappresentano. I brevi romanzi di Nothomb sono in fondo questo, la sintesi della contemplazione di un aspetto del mondo, resa al lettore con il più alto senso dell’altro.

16830786_648653525323874_6319091660820541296_n

L’incontro, annaffiato da un ottimo champagne, si è concluso con un dono inatteso: le studentesse dell’Istituto di moda A. Stradivari, dopo aver letto una selezione di suoi romanzi, hanno progettato e confezionato diversi cappelli per l’autrice. La sorpresa e la commozione di Amélie, qualora ce ne fosse stato bisogno, hanno confermato ancora una volta l’estrema sensibilità di un’autrice fuori dagli schemi. Originale, provocatrice e prolifica, certo, al punto che qualcuno ha sentenziato che i suoi sono libri scritti con la mano sinistra.

Ora più che mai ne ho la certezza: Amélie Nothomb è ambidestra.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...