Dorham cd

Un discorso speciale si può fare per questo jazzman nero, un trombettista tra bebop e hard bop, nato a Fairfield il 30 agosto 1924 e morto a New York, il 5 dicembre 1972, un solista che nasce artisticamente con il bebop postbellico ed esplode con l’hard bop attivo tra la metà degli anni Cinquanta e la fine dei Sixties. Il disco in questione (The Flamboyan, Uptown) proviene da una seduta live, ovvero dal locale chiamato The Flaboyan nel quartiere Queens, il 15 gennaio 1963, un lunedì dopo mezzanotte eccezionalmente aperto alle jam sessions, con il quartetto del trombettista Kenny Dorham (1924-1972), all’epoca una stella di casa Blue Note con LP straordinari da Showboat a Matador, da Una Mas a Trompeta Toccata. Ai quattro si aggiunge come guest star Joe Henderson al sax tenore, anch’egli in quegli anni fulgidissima stella dell’hard bop. E la ritmica non è da meno con Ronnie Matthews al pianoforte, Steve Davis al contrabbasso e J. C. Moses alla batteria. Tre standard celeberrimi (Summertime, Autumn Leaves, I Can’t Get Started) e tre original (Dorian, My Injun From Brazil, Dynamo) e lunghe improvvisazioni che mettono in luce l’efficacia, la forza e la maestria dei cinque, in particolare Henderson e Dorham, il quale, come Lee Morgan e Freddie Hubbard, ha il merito di non lasciarsi influenzare dalla linea cool alla Miles Davis o alla Chet Baker, ma di proseguire con le sonorità più calde, rotonde, pastose di Clifford o Dizzy Gillespie, con cui tra l’altro aveva cominciato.

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