AL Di Meola

Ventun anni dopo la realizzazione, vengono pubblicati i nastri (opportunamente rimasterizzati) dei concerti tenuti dal chitarrista del New Jersey (ma con origini italiane), all’epoca quarantenne, presso Down Peabody Under a Cleveland (Ohio) esattamente il 19 gennaio 1995 (Hi Hat Records, Disco Buscadero). Già  allora leggendario quale chitarrista fusion, Di Meola, era però ricordato più per il contributo ai Return To To Forever di Chick Corea e Stanley Clarke o per la collaborazione al super trio con Paco DeLucia e John McLaughlin, mentre i lavori discografici a nome proprio non ottenevano la completa benevolenza da parte della critica musicale, forse a causa delle stesse ragioni, con le quali Al voleva imporsi a 360 gradi. L’obiettivo primario – avvertibile, poi, anche in questo Live ’95 – era infatti sfidare o abbattere ogni forma di categorizzazione stilistica, da un lato lanciandosi allo strumento elettrico verso un crossover plateale, dall’altro proponendo invece alla chitarra acustica un sound virtuosisticamente raffinato, tra  la classica e la world music, un po’ come succedeva del resto dividendosi tra Corea-Clarke nel primo caso e DeLucia-McLaughlin nel secondo. Per conciliare queste duplici peculiarità , Al inventa questo World Project, in cui alterna non solo svariati modelli chitarristici, ma soprattutto spazia attraverso distanti sonorità ben oltre il jazz acustico e/o elettrico da lui interpretato: nel doppio CD si avvertono infatti le presenze del tango, del samba, del flamenco, dei ritmi latinoamericani e delle melodie mediterranee. Andato originariamente in onda su Radio WPCN-FM, Live ’95, con un booklet che riporta un articolo del Los Angeles Time (18-2-1995) sul dualismo di Di Meola, offre dodici lunghi brani: Paradisio, Capoeira, Chilean Pipe Song, If We Meet Again, Cielo E Terra nel primo dischetto e Summer Country Song, Theme Of The Mothership 1, This Way Before Us, Orange & Blue, Mediterranean Sundance, Tango Suite Part 1, Song To The Pharoah Kings.

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