Tra gli scaffali di Pierpaolo Vettori

Scusate se mi presento in modo inusuale, di solito amo incontrare la gente di persona. Non lo avrei fatto se Giacomo Verri non me lo avesse chiesto con tanta gentilezza. Sono la libreria di Pierpaolo Vettori. Da più di quarant’anni sto costruendo il mio padrone, se possiamo chiamarlo così, e devo ammettere che è un lavoro non privo di difficoltà. Quando l’ho incontrato per la prima volta era solo un bambino con i denti sporgenti e la tendenza a muovere le braccia in maniera inconsulta, come se provasse a volare. I due libri che possedeva allora, un volume sui dinosauri e un Oscar Mondadori sui misteri di Atlantide, non fanno più parte di me. Li ho persi anni fa come fate voi con i denti da latte. Il primo romanzo decente che gli ho fatto incontrare è stato Sulla strada di Kerouac, seguito da Tre uomini in barca di Jerome. Credo che il suo percorso successivo non sia stato altro che una ramificazione partita da questi due volumi. Da un lato vorrebbe una vita avventurosa e romantica, nella realtà però è solo un pasticcione che fa fatica se deve mangiare il pollo con forchetta e coltello. Avrei potuto fare di meglio, lo so, ma ormai è andata. Da allora mi segue con docilità. Ogni tanto, quando era un ragazzo, gli lasciavo aggiungere gli albi Marvel di Silver Surfer se in cambio leggeva Stephen King o Wodehouse. Poi i suoi gusti si sono formati, ogni tanto gli trovavo un classico tra le mani e allora mi sono rilassata. Sapevo che ormai mi avrebbe composta senza il mio aiuto. Adesso sono divisa in due. L’appartamento di Pierpaolo è troppo piccolo per contenermi tutta. Più della metà di me è rimasta nella casa dei suoi genitori, anche perché devo dividere il mio spazio con i suoi dischi rock. Sono abbastanza soddisfatta di come l’ho tirato su. Era un caso disperato. Adesso, almeno, è un caso disperato con una buona libreria.

Nella scelta dei libri, Pierpaolo è spesso aiutato di Beatles. Questa è una cosa che non tutti sanno ma che è testimoniata da questa immagine. Alcuni romanzi sono custoditi nel sottomarino giallo e non possono essere consultati senza il permesso dei quattro di Liverpool.


Silver Surfer non fa più parte della libreria ma è diventato il pigiama di Pierpaolo. Contrariamente a quello che si pensa, lui non sogna i mostri. Ha solo paura che entrino dalla finestra quando fa buio. La maglietta dell’araldo di Galactus sventa questo pericolo e gli consente sonni tranquilli.

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