I dischi di Guido Michelone: Slowly Rolling Camera, Into The Shadow

Into the shadow
Ecco un validissimo esempio di ciò che può essere considerato ‘jazz inglese contemporaneo’: all’inizio del 2015 esce questo disco (Edition Records) di confine, di ricerca, di attualità, di debordaggi e di sintesi musicali, proprio come quasi tutta la musica in Gran Bretagna da oltre mezzo secolo in qua, da quando insomma da lato i Beatles e i Rolling Stones, dall’altro Alexis Corner e John Mayall tentano di innovare rispettivamente il rock and roll e il vecchio blues aggiungendo o togliendo inedite peculiarità espressive. Ed è quanto sta ora facendo il quartetto denominato Slowly Rolling Camera, seguendo progressivamente la linea innovativa di band o solisti che nell’acid jazz e nel nu jazz britannici, dagli anni Novanta, continuano a mescolare con destrezza e disinvoltura ritmi, timbri, armonie, melodie. In tal senso Slowly Rolling Camera è una riuscitissima fusion del jazz e della canzone d’autore via via con il trip hop, il soul, il r’n’b, l’elettronica in un unico paesaggio sonoro: e su tutto è proprio l’idea del soundscape a prevalere con una singolarità che è pure tipica dei nostri giorni e di molti climi avanguardisti. Il quartetto nasce a Cardiff nel 2013 con Dionne Bennet (voce), Dave Stapleton (piano e tastiere), Deri Roberts (trombone ed effetti), Elliott Bennett (batteria): per questo disco che è molto breve (dura circa 24 minuti) e comprende solo quattro brani – River’s End, Anne, Riga e la title track – si fanno aiutare da un sacco di ospiti: Stuart McCallum (chitarra), Ben Waghorn (sassofono), Aidan Thorn (contrabbasso), Veneri Pojola (tromba), Matt Robertson (sintetizzatore) più un settetto d’archi classico. La ragione di tanti musicisti è chiara: il disco è molto intenso nella propria sinteticità: ogni pezzo racchiude quasi una piccola sinfonia o una rapida messinscena, raccontando e dispiegando melodie incisive che a loro volta sanno di ricordi e malinconie. È in definitiva un bel modo, tutto british, di rifare il jazz.

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