I dischi di Guido Michelone: ​Sarah Vaughan & Quincy Jones, You’re Mine You

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Ritorna con una veste grafica nuova (disco Buscadero), grazie alle belle foto di Jean-Pierre Leloir, un classico album (Jazz Images, 1962, distr. Egea) di un’accoppiata vincente nella storia del jazz afroamericano: da un lato una cantante ormai riconosciuta al top del vocalismo nero assieme a Ella Fitzgerald (Billie Holiday è scomparsa da poco), dall’altro un giovane arrangiatore che si va facendo le ossa con la rinata grande orchestra swing di Count Basie: dunque la Vaughan e Jones assieme, nel 1962, non possono che produrre un altro piccolo capolavoro di arte jazzistica nel perfetto equilibrio tra il timbro al contempo scuro, profondo, vellutato di Sarah e l’accompagnamento tanto discreto quanto deciso della big band di Quincy: entrambi valorosi e creativi sia nelle ballad tenere sia con i ritmi molto sostenuti. Sono dodici, come usa allora nei long playing, i pezzi in scaletta, con un repertorio eterogeneo che va dalla romanticissima title track all’allora di moda Maria (dal musical e film West Side Story), passando attraverso evergreen famosissimi dalla veloce Witchcraft alla blueseggiante So Long, da Fly To The Moon a On Green Dolphin Street. Come bonus nel CD vi sono anche un tredicesimo e quattordicesimo brano, scartati per il 33 giri originario, ma usciti come singolo: One Mint Julep e Mama He Treats Your Daughter Mean vengono probabilmente esclusi in quanto fuori contesto, nel senso che curiosamente si tratta di due twist ballabili, pensati forse per far guadagnare più soldi a entrambi; ad ascoltarli oggi non sono per niente commerciali, anzi riescono a stupire grazie alla versatilità di una cantante in grado di affrontare davvero ogni tipo di musica. La collaborazione tra Sarah e Quincy ha un precedente: a Parigi i due nel 1958 registrano Sarah And Violins (inserito nel CD), dove l’orchestra è ritmosinfonica e le melodie (ancora standard notissimi) iniziano a celebrare il talento, con un occhio di riguardo al pubblico dell’easy listening, di due figure-chiave nell’ambito della musica moderna.

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