Lolita

Spulciando negli archivi storici dei quotidiani, si finisce sempre per trovare qualche divertente articolo di cronaca letteraria del passato. Questo viene da «La Stampa» di sabato 20 dicembre 1958, pochi mesi prima che in Italia Mondadori pubblicasse il romanzo scandalo di Vladimir Nabokov, Lolita, nella traduzione di Bruno Oddera, per la collana Medusa (maggio 1959). Nell’articolo sono contenuti alcuni errori e imprecisioni storiche: si dice ad esempio che nel 1958 il romanzo ancora non era stato pubblicato in Francia, quando, al contrario, era stata proprio la parigina Olympia Press a regalarne al mondo l’editio princeps (in inglese) nel settembre del 1955.

E ancora: si legge, a un certo punto, che il “romanzo è molto scabroso nel racconto”, ma tutti coloro che hanno letto Lolita sanno che Nabokov non fa uso né di termini né di descrizioni scabrose (scabrosa era – è – semmai l’idea di fondo del romanzo). Ma tant’è. L’anonimo stelloncino è accattivante proprio perché in esso si sente il profumo del passato a cavallo tra pruderie e strisciante curiosità.

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Il Consiglio di Stato, confermando una recente decisione dell’autorità competente, ha approvato il ritiro dalla vendita, anche nella edizione inglese, del romanzo di Vladimiro Nabokov, Lolita, un autentico capolavoro secondo Graham Greene. Uscito negli Stati Uniti un anno fa circa, esso venne proposto mesi or sono agli editori francesi, i quali esitarono a farlo tradurre e a stamparlo, poi vi rinunciarono. L’argomento, tratta degli amori fra un uomo di 40 anni e una fanciulla giovanissima, ed è molto scabroso nel racconto.
La prima decisione contro la versione inglese di Lolita venne presa un mese fa, e quando gli americani lo seppero la prima cosa che fecero fu di ristampare l’opera: in tre settimane 280 mila esemplari di Lolita sono stati venduti a New York. Un produttore di Hollywood, inoltre, ha comperato i diritti per l’adattamento cinematografico, e ha chiesto a Charles Boyer e a Brigitte Bardot di essere gli interpreti principali. Charles Boyer avrebbe risposto favorevolmente, la Brigitte non si è ancora decisa e ciò ha provocato un certo stupore.
La decisione delle autorità francesi di proibire la vendita di Lolita è stata accolta piuttosto male negli ambienti intellettuali. D’altra parte si può osservare che sono sempre più numerosi i libri e gli spettacoli detti «sexy». Haveloch Ellis scrisse che «gli adulti hanno bisogno di letteratura oscena come i bimbi di fiabe», e a tale concetto si ispirano spesso gli autori francesi. Philippe Senart, in occasione del recente Premio Fémina, denunciò sul quotidiano «Combat» la «crisi dell’erotismo» che si constata leggendo gli ultimi romanzi, specie se sono scritti da una donna.