I dischi di Guido Michelone: Eliane Elias, Light My Fire

Eliane Elias
Basterebbe un solo ascolto del brano che dà il titolo quest’album del 2011 (Concord Picante) – è proprio la song-capolavoro di Jim Morrison con i Doors! – a consigliarne l’acquisto immediato e ad alzare di colpo quotazioni e punteggi di un insieme di tredici canzoni tutte comunque egregiamente interpretate dalla bionda cantante/pianista di São Paolo do Brasil, ma ormai in pianta stabile negli Stati Uniti. Cinquantaseienne oggi, a soli ventitré anni entra nel gruppo Steps Ahead accanto a Michael Brecker, Mike Maineri, Peter Erskine, Eddie Gomez, per intraprendere quindi una carriera solista, che, con una ventina di album a proprio nome, ha quali modelli di riferimento il pianismo del grande Bill Evans, il gusto per la tradizione carioca e il desiderio di esprimere una personalità originale. Nella seconda metà dei Novanta arrivano per la Elias i dischi migliori, con differenti formazioni, dal quintetto alla big band, da The Three Americas a Sings Jobim, da Impulsive! a Everything I Love, tutti per la Blue Note. Il cambiamento di etichetta vede ora Eliane ancor più vicino all’intrinseco spirito latin, con un repertorio assai eterogeneo dove lei canta, suona, arrangia, dirige, compone, produce. Oltre a Light My Fire, trasformata in seducente ballad, con sonorità acustiche essenziali, la Elias interpreta la dolce My Cherie Amour di Stevie Wonder, la virtuosistica Take Five di Paul Desmond, la saliente Aquel Abraço di Gilberto Gil, presente, come ospite in questo e altri due pezzi. Del resto Eliane da sempre ama circondarsi di musicisti di pregio, dalla sezione ritmica fissa (Oscar Castro-Neves, Marc Johnson, Paulo Braga) al nuovo team (Marivaldo Dos Santos, Rafael Barata, Romero Lubambo, Ross Traut, Lawrence Feldman) fino agli altri invitati celebri, ossia la coppia RanDy e Amanda Brecker. E il disco reitera lo stile brazilian jazz di una leader autorevole, tanto nei momenti più intimi e delicati tra Isto Aqui O Que È a Bate Bate quanto mediante la schietta vivacità di Rosa Morena o Samba Maracatù. Del resto l’album è un misto di emozioni, come racconta l’autrice stessa, quando lo definisce “cool, sexy e divertente”.

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