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La grande vocalist inglese, nata a Southampton il 21 marzo 1959, che aveva iniziato negli anni Ottanta con il rock e il pop, si è via via avvicinata a una forma di song raffinata che, man mano influenzata dal blues, dal soul e dal jazz, le aveva regalato tanti momento di grande intensità emotiva, a loro volta culminati in bei dischi quali Love And Pain (2003) in duo con Marc Ribot, oppure nel progetto Soupsongs: the Songs of Robert Wyatt (2007) di Annie Whitehead o ancora nel recente in Where it hurts (2010) a fianco di jazzisti e bluesman come Martyn Barker, Dominic Miller, Henry Thomas, Tony Remy, Alastair Gavin e Ralph Carney In questo nuovo album ‘italiano’, Cello Songs (Cinik – Edel), che reca come sottotitolo Ten Songs For Voice And Cello Orchestra Arranged And Contucted By Enrico Melozzi, per la prima volta la cantante si confronta con una formazione classica, la Cinik Cello Orchestra di otto elementi, quasi sempre rafforzata dalla presenza di ulteriori strumentisti, soprattutto improvvisatori, con una miscela che ricorda un po’, su scala numericamente ridotte, le big band ritmosinfoniche in voga negli anni Cinquanta e in parte tornate di moda proprio con il new jazz. Il repertorio della Morris è quello in fondo a lei più congeniale, ossia l’interpretazione vibrante di brani altrui, fra standard e cover: otto in tutti, perché i restanti tre (Mother of God, Migratory Birds, Illumination) sono a firma sua e di un paio di collaboratori. Ma è soprattutto alle prese con le arie Fast Car di Tracy Chapman, The Blower’s Daughter di Damien Rice, Alleria di Pino Daniele, Love is pain di Ennio Morricone, la classica Moonlight di Claude Debussy, la notissima Blue Valentine di Tom Waits e l’inedita She Always scritta per lei da Boy George, che rivela, conferma, dimostra un talento canoro originalissimo, con la voce potente e al contempo controllata, alle prese qui con quasi tutte ballate a tempo medio-lento e, come si diceva, con una squadra di ospiti all’altezza, da Dominic Miller (già chitarrista di Sting) a Ian Shaw (jazz singer londinese) fino agli italiani Danilo Rea (piano) e Fabrizio Bosso(tromba) e lo stesso Melozzi che si regala pure qualche assolo al violoncello.

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