Book Blogger Giulia Ciarapica

È uscito ieri  in libreria Book blogger. Scrivere di libri in Rete: come, dove, perché (Franco Cesati Editore), un volume attraverso il quale Giulia Ciarapica ci porta per mano nel mare grande della critica letteraria on line, tratteggiando la figura del book blogger (Chi è e cosa fa?) e offrendo suggerimenti su quali strumenti utilizzare per rendere una recensione da blog efficace e interattiva.

Fare critica letteraria 2.0 – scrive Giulia Ciarapica – vuol dire saper utilizzare strumenti diversi, e di maggiore diffusione, nonché quasi sempre gratuiti: significa guardare al presente e al futuro gettando sempre un occhio al passato; e alla nostra libreria, dove si trovano i testi di critica letteraria, da Citati a Bloom, ad Arbasino e Croce.

Immergiamoci dunque in Book Blogger partendo dalla Prefazione che qui pubblichiamo.

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di Giulia Ciarapica

Si parla spesso di libri online e offline, ma sono pochi quelli che raccontano e analizzano l’approccio alla lettura e alla recensione. Questo è ciò che tenteremo di fare in questo testo, senza la pretesa di essere esaustivi. Pensiamo a queste pagine come a una sorta di diario di bordo, in cui appuntare, tracciare linee e pensieri di un viaggio (che non si conclude in questo spazio) alla scoperta della critica letteraria. Il nostro bagaglio (culturale) saranno i libri – classici della letteratura e della saggistica che ci serviranno anche da bussola per orientarci tra altre pagine: quelle del libro che ci proponiamo di recensire. La nostra forza propulsiva saranno la curiosità e la passione per la lettura, oltre che per la parola scritta. Perché il book blogger, o blogger culturale, è prima di tutto un lettore e, ancora prima, un osservatore, un “esploratore”.

Premessa fondamentale, questa, a cui se ne aggiunge un’altra – forse banale, ma spesso trascurata: la letteratura e i libri in generale non sono “roba da intellettuali” o oggetti di lusso che si deve aver paura di toccare, di maneggiare. I libri sono strumenti, e cibo, perché nutrono le persone, le aiutano a ragionare, a oltrepassare i limiti, ad avere visioni
sempre nuove del mondo (in continua evoluzione), ad aprirsi, ad andare in profondità; e la letteratura è una grande dispensa creata dagli scrittori (dall’uomo, dunque) per parlare all’uomo e dell’uomo, dei suoi problemi, delle sue gioie e dei suoi dolori. Questo è uno dei presupposti da cui parto quando parlo di libri nelle scuole, ai ragazzi che mi osservano e ascoltano mentre racconto loro cosa fa una blogger culturale, il modo in cui lavoro.

Per parlare e scrivere di libri occorrono pochi strumenti e una buona preparazione di base: insomma, bisogna prima di tutto leggere e documentarsi. È vero che, come diceva Prezzolini, «l’improvvisazione è la legge della storia», ma prescindere dalla lettura di Dostoevskij, di Proust o di Balzac – per citare qualche autore, ma su questo torneremo – è, se non proprio difficile per poter affrontare un’analisi critica di qualità, senz’altro un vero peccato (perché ci si perde qualcosa).

Per scrivere di libri, inoltre, è necessaria una buona penna: capacità di focalizzare i temi, di strutturare un discorso, di sviluppare un’idea e saperla rendere a parole; usare quelle giuste, ricordarsi per chi si scrive e conoscere bene il mezzo attraverso cui la comunicazione passa.

Scrivere di letteratura oggi, infatti, significa confrontarsi con il web, conoscere e gestire strumenti profondamente diversi, come quotidiani e riviste online, canali (YouTube in primis) e social network (da Twitter a Instagram, passando per Facebook), che richiedono competenze specifiche, prima fra tutte la concisione, il “dono” della sintesi: una capacità tra le più difficili da acquisire, ma che con studio ed esercizio si può se non altro migliorare.

Fare critica letteraria 2.0, insomma, vuol dire saper utilizzare strumenti diversi, e di maggiore diffusione, nonché quasi sempre gratuiti: significa guardare al presente e al futuro gettando sempre un occhio al passato; e alla nostra libreria, dove si trovano i testi di critica letteraria, da Citati a Bloom, ad Arbasino e Croce, per fare qualche esempio: strumenti di lavoro imprescindibili, sicuramente preziosi.

 Ecco cosa cercheremo di fare in questo libretto o diario di viaggio, come lo abbiamo definito: dare alcune coordinate di base per poter leggere, analizzare e valutare un testo – sia esso un romanzo, un saggio, un racconto, e per trasformare le nostre idee e i nostri appunti in parole scritte. Tappa importante per chi decidesse di aprire un blog di libri, cercheremo di capire in che modo rendere la nostra recensione interattiva, aprirla al mondo del web e ai social network (quali?, come?, dove?, quando?, perché? alcune delle domande da porsi). Non mancheranno, infine, alcuni spunti innovativi per chi volesse cimentarsi nelle recensioni video: vedremo cosa sono, come si pianificano e come si realizzano.

Insomma, chi è e cosa fa un book blogger? Cerchiamo di scoprirlo insieme.

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