Premio Italo Calvino finalisti 2018 verri blog

di Ella May

Quello che segue è un articolo un po’ particolare, sempre che si possa definirlo “articolo”.
Non è una storia, non è un editoriale, non è una critica, non è una riflessione.
E soprattutto non porta la mia firma.
Quello che segue è, a tutti gli effetti, un mosaico di pensieri raccolti in ordine causale, le cui tessere tratteggiano il ritratto collettivo dei finalisti della 30° edizione del Premio Italo Calvino.
Otto autori di talento che salutano, ognuno a suo modo, i nuovi finalisti.
Spero che i loro auguri, consegnati mentre l’emozione palpita ancora, possano accompagnare i nuovi autori del PIC per l’intero anno che li aspetta.
A dimostrazione che una delle più belle qualità del Premio è quella di saper creare legami veri, duraturi e sinceri.

In bocca al lupo a tutti e un caro saluto a Serena Patrignanelli (La fine dell’estate) che non siamo riusciti a raggiungere, ma che ci risulta essere felice e impegnatissima.

Ella

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“Cari ragazzi, il giorno della premiazione mi ha scritto la mia editor Einaudi, che era in aeroporto pronta a salire su un aereo per venire da voi. Insieme a lei tutta l’editoria italiana si è riunita per assistere alla cerimonia. Gli editori italiani vi hanno guardato. Tutti, dal primo all’ultimo. Che detto così suona un po’ ansiogeno, vero? Lo ammetto, lo è. Ma è anche una grandissima opportunità. Sfruttatela, siete nelle condizioni migliori, perché il Premio Calvino, che è fatto di persone splendide, vi metterà nelle condizioni di farlo. Affidatevi, non ve ne pentirete.
E a Filippo Tapparelli che è risultato vincitore dico una cosa in più: l’anno scorso la sera della finale, a cena, dopo la cerimonia, mi si avvicinò Paola Mastrocola, che vinse il premio una quindicina d’anni fa. Mi disse sottovoce: il Calvino ti cambia la vita. Nel mio piccolo posso aggiungere questo: è vero. La cambia in meglio.
Vi abbraccio tutti e vi auguro un’immensa fortuna.”

Emanuela Canepa, L’animale femmina

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“Cari finalisti della 31° edizione del Premio Italo Calvino, mi rendo conto che le nostre parole debbano suonare più o meno come quelle dello spirito del Natale passato al vecchio Scrooge. Eppure, ci tengo a dirvi una cosa: in tutta questa faccenda c’è davvero una dose di favolesca magia. Già perché quello che state per iniziare è un anno indimenticabile. Ve ne renderete conto subito, dall’espressione di stupore misto ad ammirazione (e vaga invidia) che si dipinge sul volto delle persone ogni volta che pronuncerete la frase: “Sono un finalista del Calvino”. Questo perché siete stati scelti da un gruppo straordinario di donne e di uomini che lavorano meticolosamente, animati da una passione incondizionata per quell’assurdo vizio che continuiamo a chiamare letteratura. Benvenuti dunque nella nostra (sì, perché ne facciamo parte anche noi finalisti di ogni edizione) famiglia. Sarete accolti, coccolati, protetti e condotti nel modo che immagino costituisca il vostro sogno. Dunque toglietevi quell’espressione terrorizzata dalla faccia (la conosco è la stessa che avevo io) e godetevela alla grande. Grazie al PIC. Evviva il PIC.”

Roberto Todisco, Jimmy l’americano

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“Per la prima e ultima volta siete soltanto il vostro libro. Prima eravate quelli che lo stavano scrivendo, o ne stavano scrivendo qualche altro. Poi sarete quelli che l’hanno scritto, e ne scriverete forse altri. ATorino voi siete il vostro libro e nient’altro. Il vostro libro è arrivato prima di voi ed è solo per lui che siete lì.”

Andrea Esposito, Voragine

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“Ai finalisti della XXXI edizione, nessun consiglio (siete in ottime mani, quelle del PIC). Spero per voi che:
1) in finale non abbiate trovato la giornata di caldo letale infernale che ho trovato io l’anno scorso;
2) in finale abbiate trovato bei compagni con cui condividere il momento, come li ho trovati io l’anno scorso.
Tutti gli auguri che posso farvi sono quelli che probabilmente vi state facendo anche voi. Per cui, in bocca al lupo.”

Nicolò Cavallaro, Le lettere dal carcere di 32 B

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“La nuova finale? Rosico un po’, come una Miss Italia che non vuole cedere la corona alla nuova vincitrice. Però faccio gli auguri ai dieci finalisti, perché se sono arrivati così in fondo è evidente che se lo meritano. Il Comitato di Lettura avrà fatto a botte per portarvi fin lì, perciò… Carissimi, da adesso in poi fate parte di un club esclusivo, e smaltita la sbornia e l’ansia della finale ve ne accorgerete presto. I “Calvini” in giro per il mondo hanno un’aura speciale, si riconoscono tra loro, e non importa a quale edizione abbiano partecipato. Spero di conoscervi presto e di incontrarvi in libreria.”

Vanni Lai, Le Tigri del Gocèano

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“Auguro ai nuovi finalisti del Calvino di vivere la mia stessa esperienza. Ovvero l’incontro con giovani scrittori con i quali restare in contatto e confrontarsi anche dopo l’evento della premiazione. Inoltre, la conquistata finale vi darà la possibilità di conoscere la qualità organizzativa del Premio con a capo il suo Presidente che davvero ama e prova a dar luce ai libri degli altri.”

Igor Esposito, Alla cassa

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“Credo che il Premio Italo Calvino avrebbe dovuto fermarsi alla 30° edizione. Marchetti e il resto dello staff avrebbero dovuto ritirarsi a vita privata. Il comitato dei lettori ha portato a compimento la sua ragion d’essere nel selezionare noi del 30° PIC. Penso un gran male dei finalisti del 31°.”

Luca Mercadante, Presunzione

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“Quando guardo i miei studenti, a scuola, non posso fare a meno di provare un po’ di invidia, sapendo che loro stanno vivendo adesso quei momenti irripetibili che io ho passato in anni ormai lontani, e a cui ora ripenso con nostalgia. Ecco, la premiazione del Calvino, anche se dura una sera, è un’esperienza simile: un punto di passaggio, un ricordo che resta.
Noi finalisti della 30° edizione siamo un po’ come un gruppo di vecchi compagni di classe che si vedono di tanto in tanto, si tengono aggiornati sulle proprie vite (editoriali e non solo) e si divertono a ricordare i momenti passati insieme.
Suona retorico, lo so, ma l’aria di famiglia creata dal Calvino è uno dei meriti principali dei suoi benemeriti organizzatori. E il motivo per cui, ai nuovi finalisti, posso solo dire: godetevela!”

Davide Martirani, Il Regno

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