NCCP e Roberto De Simone, La gatta cenerentola Michelone Verri blog.jpg

Nel 1966 a Napoli la cantante Fausta Vetere e il musicologo Roberto De Simone danno vita a un collettivo denominato La Nuova Compagnia di Canto Popolare (NCCP) per studiare e portare in scena la tradizione folcloristica campana, seguendo una linea di filologia creativa che si allontana dagli stereotipi vetusti della canzonetta partenopea. Dopo soli due dischi, De Simone si stacca dal gruppo per avviarsi a una carriera di ricercatore, regista, scrittore, saggista, lasciando alla Vetere il compito di portare avanti il vero folk della NCCP fino a oggi. Roberto e Fausta lavorano ancora assieme per lo spettacolo La gatta Cenerentola (1976) che segna un punto-chiave nella storia del teatro musicale italiano. Ma nel 1977 Roberto De Simone ‘narcisisticamente’ sforna pure l’album quasi pop Io Narciso Io. Uscito anche su disco, doppio LP, a pochi mesi dalla recita teatrale, La gatta cenerentola (EMI, 1976) resta un punto fermo nell’intera storia della musica italiana e del teatro musicale: si tratta di un raffinato lavoro ispirato alla fiaba omonima contenuta nel libro seicentesco Lo Cunto de li Cunti di Giambattista Basile (scrittore molto amato da Benedetto Croce), in cui vengono mischiate altre versioni, sia scritte sia orali, del medesimo argomento. E musicalmente l’opera risulta un azzeccato impasto di musica popolare (villanelle, moresche, tammurriate) e musica colta (rinascimentale e barocca), mentre i testi letterari sono cantati in una lingua partenopea quasi senza tempo, che in certi quartieri ancor oggi è udibile. A livello tematico infine primadonna nella gatta Cenerentola resta simbolicamente Napoli, la città figliastra, che rimane vittima del potere sia della matrigna perversa sia degli occupanti stranieri.

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