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In cinquantun anni di onorata carriera discografica, il grande cantautore emiliano pubblica solo 16 album in studio più otto live e tre raccolte ufficiali. Ritratti (EMI, 2004) è il penultimo studio album che precede L’ultima Thule (2012). Francesco Guccini sostiene da anni ormai di voler fare solo lo scrittore e di appendere definitivamente al chiodo quella chitarra da folksinger che, soprattutto negli anni Settanta-Ottanta, lo rende un autentico mito italiano; in effetti se da allora a oggi si confronta la discografia con la bibliografia si scopre un Guccini decisamente prolifico nella narrativa e nella saggistica, dai noir redatti con Loriano Macchiavelli alla trilogia autobiografica con spiccate valenze di etimologia, glottologia, lessicografia, fino al grande romanzo Cròniche epafàniche. Il testo più recente, pubblicato con Francesco Rubino, ha quale sottotitolo Storia illustrata di briganti italiani, che già esplicita un argomento trattato con passionale empatia, come nelle sue canzoni migliori. E in effetti proprio Ritratti è l’album dove risulta meglio osservabile il passaggio dell’autore dalla canzone al libro, perché sembra quasi una raccolta di brevi biografie, scritte e narrate con piglio narrativo, spaziando da Ulisse a Che Guevara, da eroi ad antieroi anche perfettamente sconosciuti. Fra i nove pezzi del disco, spicca Piazza Alimonda che ancor oggi dopo quasi un quindicennio resta il miglior contributo poetico a un argomento spinoso, talvolta persino rimosso dalla stessa sinistra italiana: Piazza Alimonda è il luogo dove viene ucciso il ventenne Carlo Giuliani durante gli scontri al G8 di Genova nel 2001; il testo lirico è pieno di citazioni dotte, sotto le quali (e talvolta) apertamente si ascolta la profonda indignazione del cantautore verso un ‘delitto di stato’, in un contesto governativo reazionario che all’epoca tenta (invano) di distruggere un movimento alternativo.

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