di Claudio della Pietà

La possibilità di raccontare la mia piccola biblioteca è una stupenda opportunità che mi offre Giacomo Verri, per me un “blog-guru” dei libri, dell’editoria, della musica.
La accolgo perciò con grande gioia, e dopo giorni di meditazione profonda (non riesco a decidere da dove e da cosa cominciare), mi rifugio in un bellissimo locale comasco, con un bicchiere di rosso davanti e un piatto di pasta in arrivo, e comincio a scrivere.
È arrivata ora la pasta.
Due sono le librerie nella mia casa, che conservano i libri, accompagnate dai più diversi e numerosi supporti quali tavolini, sedie e mensole.
L’origine di questo racconto sta in una delle due librerie, quella che ospita la collezione della collana Medusa – Mondadori Editore: I GRANDI NARRATORI D’OGNI PAESE. Una foto di questa storia, iniziata alla fine degli anni ‘90 del secolo scorso, grazie ad uno dei titoli donatomi da mia madre (Un atto d’amore di Ira Wolfert), ed arrivata oggi a ca. 380 titoli raccolti ovunque, ha emozionato tanti ed evidentemente anche Giacomo.
Questa è la libreria delle due più ordinata, più spolverata, più amata. Qui veglia la Medusa, veglia su questi vecchietti, scritti e pubblicati tra gli anni ‘30 e ‘60, di color verde speranza, provenienti da ogni dove rispetto alle persone che li hanno scritti, ma anche rispetto ai numerosi proprietari che li hanno posseduti negli anni: lettori, biblioteche, circoli del dopolavoro ferroviario, mercanti, donne e uomini soli, appassionati della lettura e delle storie, da ogni dove, da chiunque.
Tanti anni fa, un famoso scrittore di gialli, passeggiando per il Salone del libro di Torino, mi disse che ero matto se pensavo di poter raccogliere l’intera collezione.
Non lo avesse mai detto! Ha dato il via ad una sfida che spero di poter vincere. Senza ansia però.

scaffali della Pietà 1

La seconda libreria è in salotto, è quella che può vedere chiunque entra in casa, così che tutti possono porre la fatidica domanda: “…ma li hai letti tutti quei libri?”.
Mi piacerebbe rispondere come fece un uomo molto noto, rispetto alla stessa domanda postagli da un suo ospite:
“No. Li ho scritti. “
Rimarrà ovviamente un sogno, ma è un sogno bello, ci sono tanti bravissimi scrittori! A cosa serve aggiungere uno?!
Questa libreria è la più disordinata, quella spolverata il necessario, quella amata tantissimo, traboccante di storie ma anche di tante riflessioni, di saggi.
Per me è uno spettacolo, potrei solo desiderarne altre, ed altre ancora, perché sono consapevole che tantissimi altri volumi ci dovrebbero entrare ad ogni costo, perché indispensabili al mio cervello.

scaffali della Pietà 2

Sempre, davvero tutti i giorni penso, desidero, valuto la possibilità di dare un ordine logico ai miei libri negli spazi del mobile a mia disposizione, ma ormai non ci credo più, e sapete perché?
Anche in questo caso vi devo raccontare una piccola storia nella storia, come ho fatto per narrarvi l’origine della collezione Medusa.
Quando abitavo in Friuli, ora abito in provincia di Como, collaboravo con una Suora nella gestione di una casa famiglia per bambini. La collaborazione è evoluta in breve tempo in amicizia, profonda, e periodicamente io e lei ci prendevamo un nostro spazio particolare.
Concluso io il mio lavoro di impiegato, concluso Lei il servizio quotidiano con i bambini, partivamo in auto per raggiungere la libreria del Seminario di Vittorio Veneto, e lì passavamo le migliori ore del nostro tempo libero, a passeggiare tra i volumi, a confrontarci sulle scelte, a chiacchierare con i librai e a riempire sempre le borse. Certo, era una libreria religiosa, ma non solo, ma ciò che conta era la nostra passione, la nostra libertà, il nostro ardente desiderio per l’oggetto libro, e per lo straordinario e perfetto caos di quella libreria, all’interno peraltro di locali vecchissimi.
Ecco da dove viene il mio disordine.
Quella libreria la ricorderò per sempre. Un perfetto disordine, la possibilità di trovare ovunque qualcosa di interessante, negli angoli più strani, tra pile di libri che potevano sembrarti assolutamente non di tuo gradimento.
Eri costretto a girarla tutta, a spostare chili e chili di libri da un posto all’altro, e alla fine le mani erano nere. Bellissimo.
Veniamo a cosa c’è nella mia libreria.
Se in mansarda il tema è unico, in salotto c’è un po’ tutta la mia storia di lettore.
È una vocazione adulta la mia, di lettore. Da ragazzo ero più appassionato dell’oggetto libro e basta, crescendo il contenuto si è fatto strada ed ora non leggere è un grosso problema. Ma anche l’oggetto continua ad essere un amante pericolosissimo, soprattutto per il portafoglio.
I libri gialli mi hanno introdotto alla lettura, i thriller hanno fatto da apripista, ma presto mi sono innamorato dei libri che parlano di libri, un genere di nicchia forse, ma del quale incontro tanti appassionati. Con il passare del tempo la passione per la componente psicologica dei personaggi e la loro evoluzione all’interno delle storie, ha avuto un deciso sopravvento. E quindi leggo come si suol dire “di tutto”, ma ho da una decina d’anni una grandissima fortuna: ho conosciuto la letteratura degli Stati Uniti d’America in modo particolare, sono entrato a pié pari nel mondo della scrittura, ho conosciuto tante tante brave persone del mondo dell’editoria che ora fatico a leggere libri “brutti”, libri che davvero non mi piacciono, libri scritti male, perché queste tante brave persone mi regalano consigli eccezionali. Non ho quindi tempo per leggere libri meno belli, ne ho troppi di grandi libri da leggere e che non riuscirò per forza di cose a leggere tutti.
Scaffali della Pietà 3
Vi presento alcuni titoli, alcuni autori che stanno con me. Sono piuttosto timidi, generalmente parlano solo con me, e poco, anche quando li leggo.
E vi presento anche alcune case editrici, perché sono fatte di gente e libri stupendi.

Titoli: La quercia e il vitello (A. Solzenitcyn) – Don Chisciotte (M. de Cervantes) –
L’irresistibile eredità di Wilberforce (P. Torday) – Crum (Lee Maynard)
L’ombra del bastone (M. Corona)

Di Solzenitcyn bisogna leggere tutto, ma La Quercia e il vitello è la più bella autobiografia che io abbia mai letto.
Don Chisciotte, leggetelo continuamente, perché noi tutti continuiamo a combattere imperterriti contro i mulini a vento.
Di Paul Torday leggete tutto. Un grande. È morto troppo presto. E così è stato per l’amico Lee Maynard. R.i.p.
Mauro Corona lo so, lo hanno trasformato in un fenomeno da baraccone, e mi dispiace molto per lui e per chi lo sfrutta. Ma L’ombra del bastone va letto.

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Concludo con le case editrici, in ordine assolutamente casuale:

Fazi Editore
Minimum Fax
Santi Quaranta
NNEditore
Black Coffee
Adelphi
Carbonio Editore
Casasirio Edizioni
Mattioli 1885

Di alcune ho letto più libri, di altre meno, ma a queste rivolgo sempre un’attenzione particolare, e perciò popolano alla grande la mia biblioteca e credo continueranno a farlo.

Grazie a chi ha avuto la pazienza di leggere fino a qui. Buone letture a tutti, e grazie a chi scrive buoni libri.

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