Gettone n. 57 – 1958-2021

Leonardo Sciascia, Gli zii di Sicilia (1958-2021)

«Originale»:

Leonardo Sciascia si distingue, tra i giovani scrittori meridionali, non solo per la moderna vivacità e ampiezza degli interessi e impegni culturali (narratore, critico, direttore d’una delle poche riviste letterarie di valore che escono in provincia: «Galleria», e d’una collana di quaderni di prosa e poesia), ma per essere rimasto attaccato al paese, alla sua condizione d’uomo del Sud. Insegnante elementare a Racalmuto in provincia d’Agrigento (dov’è nato nel 1921) ha pubblicato anni fa su «Nuovi Argomenti» (e ripubblicato poi nel suo volume di saggi di costume siciliano, Le parrocchie di Regalpetra, Laterza 1956) certe memorie della sua esperienza di maestro di paese, impressionanti per forza documentaristica e accorata umanità.

Oggi ci si presenta come narratore, con tre racconti lunghi in cui l’umorismo caricaturale (l’ombra di Brancati non è certo assente dalla sua ispirazione) tende naturalmente alla definizione morale d’una società. La zia d’America e La morte di Stalin possono suggerirci una visione della Sicilia sospesa tra due mondi opposti, tra due modi opposti di concepire la speranza. Il quarantotto, che ci riporta alla Sicilia risorgimentale, vuole coglierne le ragioni vive ancor oggi nel male e nel bene, e – con un espediente che vuol essere anche il segno d’una scelta e d’una filiazione poetica e civile – queste ragioni sono messe in bocca a un giovane garibaldino del Settentrione sbarcato coi Mille: Ippolito Nievo.

Questo volume ha vinto, da inedito, il Premio «Libera Stampa» di Lugano.

Elio Vittorini

«Riscrittura»:

Leonardo Sciascia si distinse tra i grandi scrittori meridionali, non solo per l’ancora attualissima opera critica e la prolifica e trasversale produzione letteraria (narratore, critico, drammaturgo, direttore editoriale), ma anche per essere rimasto legato, per tutta la vita, alla sua terra natale, senza mai rinnegare la condizione di uomo del Sud. Fu anche insegnante di scuola elementare a Racalmuto, in provincia di Agrigento, dove nacque nel 1921. Il suo, ormai classico, Le parrocchie di Regalpetra (Laterza, 1956), riassume la sua esperienza a scuola, trasmettendo la profonda umanità e la straordinaria puntualità cronachistica dell’autore.

Gli zii di Sicilia raccoglie tre racconti lunghi che ancora oggi mantengono la vivacità dell’umorismo senza tempo di allora, contribuendo, nel contempo, a definire la società a noi contemporanea. La zia d’America e La morte di Stalin immortalano una Sicilia una e bina, posta al centro tra drammi irrisolti e irriducibili speranze. Sciascia ci dona inoltre uno spaccato della Sicilia risorgimentale con Il quarantotto, approfondendo tematiche ancora oggi oggetto di dibattito tra apologeti e critici. Ippolito Nievo, giovane garibaldino settentrionale, si fa portavoce dell’impegno civile e letterario che caratterizzò l’intera opera e la vita stessa di Leonardo Sciascia.

Alessio Arena

Pubblicità