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Chi è Agnese Pagliarini e come arriva a minimum fax?

Ammetto che ho sempre difficoltà a raccontare me stessa, quindi per rispondere a questa domanda ho deciso di fare un gioco: ho riscritto “chi è Agnese Pagliarini” direttamente sul motore di ricerca di Google – è sempre più semplice quando qualcun altro parla per te.
I primi tre risultati sono il profilo Behance (un social per creativi), il profilo Facebook, il profilo LinkedIn: Agnese Pagliarini è sicuramente figlia della sua generazione social. Pochi click bastano per arrivare alle informazioni base. Classe ’92, laureata allo IED di Roma in Graphic Design e Motion Design nel 2015, vive a Roma – in realtà vivo ai Castelli Romani, ma Roma è più facile da ricordare per tutti –, un periodo di esperienza estera a Reykjavík, attualmente graphic designer presso Pescerosso, un’agenzia di comunicazione e design.
I link successivi cominciano ad affiancare il nome di Agnese Pagliarini a minimum fax. Qui Google non sa esattamente come ci sono finita dentro, per cui devo implementare le informazioni dove i dati non arrivano. Ti racconto l’aneddoto del mio primo approccio con la casa editrice. Patrizio Marini già stava dialogando con l’editore per la possibilità di ristrutturare l’ecosistema di minimum fax: il pennino già era stato portato al giusto grado di inclinazione e il redesign delle collane editoriali era ancora in fase embrionale. Le prime idee erano molto quadrate, gestaltiche, ogni copertina sembrava quasi un annuncio stampa che prevedeva un’unica font senza grazie, o bastoni in gergo tecnico. Mi chiese semplicemente di aiutarlo a trovare una font graziata, per ammorbidire il progetto. Presto le discussioni sul font passarono alla questione di come strutturare le pagine interne e da lì a come fare tutti i libri successivi. In poco tempo ci ritrovammo a riorganizzare le collane editoriali, i formati, le gabbie e dare vita all’aspetto di minimum fax che vedete oggi.

Il nuovo progetto grafico di minimum fax è stato affidato a Patrizio Marini: immagino che per te sia come un maestro…

Patrizio è un maestro, sicuramente, senza il piedistallo della cattedra. Lavoriamo nello stesso tavolo di lavoro assieme ai nostri colleghi e ogni giorno è fonte d’insegnamento. Ho cominciato da stagista nella stessa agenzia e spesso scherzo sul fatto che io gli stia rubando con gli occhi le sue idee migliori, ma effettivamente è così: anche solo guardare il workflow di una figura con un’esperienza multidisciplinare estesa come la sua è motivo di entusiasmo e un continuo stimolo creativo. Mi ha aiutato ad affinare la ricerca di un’idea e non necessariamente la sua esecuzione finale, con umiltà. Non a caso la scelta di co-firmare il progetto grafico è stato non solo un gesto ma una decisione importante sia dal punto di vista professionale che personale.

Ma addentriamoci nei particolari. Avere una certa grafica significa desiderare che il lettore abbia una determinata percezione della casa editrice. Da quali esigenze è nato il nuovo progetto grafico di minimum fax? Cosa si voleva cambiare, cosa si voleva mantenere intatto?

La necessità fondamentale del nuovo progetto era di uscire dal muro di libri che costruisce ogni libreria. Minimum fax è una casa editrice con un animo giovane, ma che è attiva da quasi 25 anni, e nel tempo ha collezionato diversi progetti di diverse collane, che spesso non comunicavano tra loro: l’impressione è che era diventata minimum fax stessa una libreria. L’obiettivo è stato quello di rendere le nuove copertine riconoscibili e distinguibili, oltre a sostenere la volontà di rendere un libro un oggetto da guardare, da riconoscere e da far proprio.

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La “m con il pennino”, il vero tratto distintivo di minimum fax, era ed è rimasto “quasi” invariato: è stato ridisegnato, portato ad angolo di scrittura corretto, inscritto in un cerchio per isolarlo dagli altri elementi tipografici della copertina e lasciato scrivere. La diagonale di 36° che disegna è diventata l’anima e la direzione da seguire. Una direzione che avvolge tutto il packaging del libro, dal fronte, al retro, sino al dorso, in modo che possa essere riconosciuta anche quando la barra diagonale è inserita di costa. È stato un lavoro prima di tutto di branding, per creare un’identità visiva, e poi editoriale, per supportare e rappresentare le persone e la filosofia che c’è dietro.

Quali sono le fasi attraverso cui nasce, oggi, una copertina minimum fax?

Strutturare la filiera per la creazione di una copertina minimum fax è stato uno dei veri punti critici per far funzionare questa collaborazione: il progetto editoriale può dirsi concreto solo quando riesce a risolvere le richieste che ogni libro pone, ma il metodo è fatto dalle persone che ci lavorano dietro. Mese per mese siamo venuti incontro alle esigenze l’uno dell’altro, le nostre e quelle della casa editrice, fino a raggiungere un metodo “disegnato” esattamente su di noi, come un abito sartoriale. Il vero cambiamento per entrambi probabilmente è stato adattare un flusso di lavoro da agenzia di comunicazione all’interno del mondo editoriale, che ha dei ritmi completamente diversi. È raro che in fase di scelta di una copertina, questa venga proposta con illustrazioni definitive: i bozzetti permettono di definire il pensiero dietro l’illustrazione. I colori, le intensità dei tratti possono sempre essere modulati dopo, ma l’idea no.

Quali modelli – se ci sono stati – avete seguito?

Due ispirazioni, più che altro. Una più pratica, razionale, ovvero il saggio di Roberto Calasso L’impronta dell’editore (Adelphi, 2013). Disegnare una copertina, oltre all’unità visiva che la collana deve far emergere, equivale a ciò che Calasso definisce il “rovescio dell’ecfrasi”, è un’operazione di pensiero dove “[…] non basta che l’immagine sia giusta. Dovrà anche essere percepita giusta da molteplici occhi estranei, che generalmente nulla sanno ancora di ciò che troveranno nel libro.[…]”. A questo pensiero, che oserei definire vicino al marketing, abbiamo poi accostato la seconda ispirazione, quella che racconta ciò che è realmente un libro: un oggetto fragile, che va gestito con cura. Calvino scriveva che il girare attorno a un libro, leggerci intorno prima di leggerci dentro, fa parte del piacere del libro nuovo, un preliminare fondamentale che anticipa l’atto di lettura vero e proprio. Su questo doppio binario è stata costruita l’identità visiva di minimum fax: progetti e strategie ben studiati, insieme a intuizioni istintuali.

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Si può parlare per il vostro progetto di minimalismo grafico?

Non ho mai pensato a minimum fax come un progetto vicino al minimalismo: i colori sono spesso saturi e accesi, ogni collana ha dei segni “in più” rispetto al nome dell’autore, titolo e casa editrice. Ci sono molti livelli di lettura, sono dei libri che nascono per essere toccati, maneggiati, girati e osservati, ma soprattutto letti, senza il senso di reliquia religiosa che a volte il minimalismo tende a comunicare. Ciò che lo rende minimal, inteso come essenziale, è il concetto: è chiaro, forte, conciso e basta una linea traversale per raccontarlo.

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Ci sono novità a livello di lettering?

Oltre il marchio, le font sono state i primi capisaldi della nuova minimum fax. Come ti raccontavo, nelle prime copertine di Patrizio era presente una sola font, il PF Din, un carattere bastoni, molto pulito e leggibile, con una forza d’asta molto presente. Abbiamo deciso di mantenerlo e di ammorbidirlo affiancandolo a un carattere graziato per le titolazioni: ci siamo discostati volutamente da font classici dalle grazie troppo articolate o troppo sottili, per orientarci verso lo Swift della Linotype, un graziato contemporaneo con una grazia a cuneo, in armonia con gli angoli sempre retti del PF Din. Per gli interni è stato fatto un discorso diverso: avevamo voglia che chi leggesse minimum fax lo facesse attraverso le lettere d’un carattere di origine italiana, ma che allo stesso tempo non fosse uno dei grandi battuti dell’editoria classica, come ad esempio l’intramontabile Garamond. C’è stato un grande momento di studio di leggibilità prima che la scelta di tutti, sia nostra che della casa editrice, cadesse sul Linotype Dante.

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Le illustrazioni delle nuove copertine sono state finora ideate da Patrizio Marini. Ma prima di arrivare al disegno definitivo ne discutete insieme, ci lavorate a tavolino?

Più che altro confronti, per il tempo di una sigaretta. Le prime illustrazioni hanno sicuramente avuto un’attenzione diversa, mentre ora la mano e la direzione illustrativa è sempre più chiara e delineata, per cui il vero lavoro è trovare la giusta idea dietro l’artwork, che spesso è un’intuizione di Patrizio. I confronti diventano rapide scelte di color palette, di pesi visivi o di come raggiungere un determinato livello di finish, ma più semplicemente, se quello che stiamo proponendo, prima di tutto, piace a entrambi.

Anche le illustrazioni (oltre al logo, al font, ecc…) seguono un progetto unitario?

La vera intenzionalità progettuale per le diverse collane è puramente nella tecnica: illustrazioni per i fiction, artwork in tecnica mista per la saggistica, elementi fotografici per i media. Il resto dell’unità visiva fondamentalmente è data dalla stessa mano di produzione. I primi titoli sono stati costruiti con molta rapidità perché il progetto doveva essere pronto per il Salone di Torino di quest’anno e la scelta è stata di produrre tutto internamente. È piaciuto, ci è piaciuto, e abbiamo deciso di continuare. La forza delle illustrazioni di Patrizio ha anche dato un’anima visiva riconoscibile alla casa editrice, un taglio nuovo, dove il pittorico puro incontra il flat della tridimensionalità vettoriale.

Quali sono oggi, in definitiva, i tratti distintivi della grafica in casa minimum fax?

L’inclinazione: non solo dal punto di vista visivamente più immediato, ovvero la diagonale, ma l’attitudine stessa della casa editrice. Minimum fax significa prima di tutto indipendenza, e perseguire l’indipendenza significa scegliere una direzione che non sia parallela né perpendicolare a quella di nessun altro, e che nemmeno la intersechi. Questo oltre ad essere il pensiero con cui è nato il progetto, è diventato anche un manifesto con cui è stato inaugurato questo cambio.

Un’ultima domanda? Quali progetti hai per il futuro?

Entusiasmo.
https://giphy.com/gifs/mad-men-peggy-mmedit-tS3ASW0ax8Fby

 

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