Inventare storie: le 10 regole di Letizia Pezzali

Dieci regole di scrittura rubate alla musica. Liberamente tratte dalle “Istruzioni per l’uso” di Erik Satie:

1. Allarga le spalle, amplia la tua impressione.

2. Balla interiormente come una dolce domanda.

3. Dai prova di sangue freddo. Accuratamente.

4. E guardati da lontano; in fondo al pensiero.

5. Scrivi piangendo come un salice. Con serietà, ma senza lacrime.

6. Scrivi ricominciando, scrivi facendo finta di niente.

7. Senza arrossire; senza fremere; senza fretta. Senza sollevare le sopracciglia.

8. Accasciati fino all’estenuazione. Con molta cura, con giusta collera.

9. Dondolati. Spicciati. Munisciti di chiaroveggenza.

10. Sii visibile per un attimo.

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Letizia Pezzali è nata a Pavia nel 1979 e vive in Lussemburgo. È laureata in economia e ha vissuto a Londra dieci anni, lavorando nel settore finanziario. Nel 2012 ha pubblicato il suo primo romanzo, L’età lirica (Baldini & Castoldi), finalista al Premio Calvino. Il suo secondo romanzo uscirà con Einaudi Stile Libero.

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Inventare storie: le 10 regole di Andrea Nicolussi Golo

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1. Abita la tua storia a lungo. Fai che non contrasti con il vero, ma che non sia vera.
2. Raccontala a te stesso ad alta voce. Imparala a memoria.
3.Scrivi. Non è la storia che già sai, ne stai scrivendo un’altra, ma non puoi farci niente.
4.Scrivi sempre e quando sei stanco scrivi ancora. Rare parole ogni giorno.
5. Rileggi. Ogni volta dall’inizio ad alta voce.
6. E quando sei stanco rileggi ancora. Dall’inizio. Di nuovo. Ad alta voce.
7. Riscrivi tutto da capo.
8. E quando sei stanco riscrivi di nuovo.
9. Quando pensi di aver finito ricomincia ogni cosa dall’inizio.
10. Fai leggere a qualcuno, ti dirà che è tutto sbagliato, tutto da rifare. Ok non è divertente, se hai di meglio da fare fallo senza pensieri. Personalmente vado in bicicletta.

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Andrea Nicolussi Golo (1963) lavora come operatore culturale presso l’Istituto Cimbro di Luserna/Lusérnar Kulturinstitut. Da dieci anni scrive in lingua cimbra sui maggiori quotidiani locali del Trentino e su varie riviste, ha collaborato con la rivista di montagna “Alp”. È accademico del Gruppo Italiano Scrittori di Montagna (GISM). Nel 2010 per le edizioni Biblioteca dell’immagine ha pubblicato il libro di racconti Guardiano di Stelle e di vacche. Nel 2011 gli è stato assegnato il prestigioso premio “Ostana Scritture in lingua madre”.  Nel 2013 su autorizzazione Einaudi Editore ha dato alle stampe la traduzione in lingua cimbra del capolavoro di Mario Rigoni Stern Storia di Tönle. Nel 2014 ancora per Biblioteca dell’Immagine ha pubblicato il romanzo Diritto di memoria. Ha pubblicato varie fiabe per ragazzi.

Inoltre è stato finalista e segnalato al premio ITAS letteratura di montagna 2017 con l’ultimo libro Di roccia di neve di piombo (ed. Priuli & Verlucca collana I Licheni 2016).

Inventare storie: le 10 regole di Simone Ghelli

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Inauguro oggi una nuova rubrica: Inventare storie. In questo spazio accoglierò i suggerimenti di amici scrittori che, attraverso indicazioni tecniche e orientamenti etici, indicheranno la loro personale via per scrivere una storia. Iniziamo oggi con Simone Ghelli.

Simone Ghelli ha studiato il cinema e per un po’ ha fatto il critico, prima di dedicarsi alla narrativa. È stato tra i fondatori del collettivo Scrittori precari.
Con la raccolta L’ora migliore e altri racconti (Il Foglio, 2011) è stato finalista del Premio Loria 2011. Nel 2013 è stato tra gli autori selezionati per l’antologia Toscani maledetti (Piano B edizioni), curata da Raoul Bruni. Alcuni suoi racconti sono comparsi su riviste e siti letterari vari, tra cui Minima et Moralia, Nazione Indiana, Poetarum Silva e Cadillac Magazine.
Voi, onesti farabutti (CaratteriMobili, 2012) è il suo ultimo libro.

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1. Scrivi del tempo presente
2. Non avere vergogna della realtà
3. Costruisciti una lingua adeguata
4. Non dimenticarti mai del lettore
5. Sii onesto con te stesso
6. Scrivi dai frammenti dell’Io e da ogni senso
7. Scrivi delle nuove forme di alienazione
8. Scrivi delle tue mappe (il sapere) che non ti portano da nessuna parte
9. Scrivi senza mai dimenticarti di chi ha scritto prima di te.
10. Scrivi perché lo sai fare.