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Nato quasi per gioco, tra un gruppo di amici session men di alto livello (tra i migliori turnisti rock italiani in assoluto), sul gruppo fin da subito l’attenzione è concentrata sul leader Elio (al secolo Stefano Belisari), il quale anche nell’aspetto fisico (fra cui il particolare delle enormi sopracciglia foltissime resta il segno caratterizzante) pare racchiudere in sé il tratto innovativo di un sound di rado sperimentato nella storia della popular music italiana: si parla ovviamente di stile ‘demenziale’ introdotto dal punk degli Skiantos o prima ancora dagli Squallor, ma la differenza con queste altre due band che precedono Elio rispettivamente di circa un decennio sta tutta proprio nel modo del vocalist di relazionarsi al resto di un sestetto eccellente con Faso, Cesareo, Meyer, Jantoman, Rocco Tanica e il compianto Feiez. Benché non sia forse il migliore, è quello di debutto l’album raccomandabile per capire il fascino trasgressivo di questa anomala band. Dunque Elio e le Storie Tese il 6 dicembre 1989 esordiscono ufficialmente a livello discografico con Elio Samaga Hukapan Kariyana Turu (Psycho-Cbs, 1989) comprendente molti loro ‘classici’, già noti al “pubblico delle registrazioni pirata”: e resta un grosso successo con le vendite salite oltre centomila copie appena il CD esce, rivelando per la prima volta la perizia tecnico-espressiva dell’intero gruppo, che rimarrà una costante per gli altri nuovi successivi lavori (al momento l’ultimo è Figatta de Blanc del 2016).