Luigi Tenco 1966 RCA Michelone Verri blog.jpg
Ancor oggi si discute se il tenebroso folksinger ligure (1938-1967) sia davvero vittima di un complotto dei reazionari della canzone italiana che lo ritengono un pericoloso comunista. Fatto sta che nel dicembre 2005 la salma di Luigi Tenco viene riesumata dopo quasi mezzo secolo di insistenze da parte di familiari, parenti, amici, intellettuali, nella convinzione di scoprire qualcosa di diverso rispetto alla tesi ufficiale, che ovviamente parla di suicidio. Come si sa, il cadavere del cantautore viene scoperto in una stanza d’albergo, a notte fonda, a poche ore di distanza dalla bocciatura al Festival di Sanremo, dove gareggia con la canzone Ciao amore ciao in coppia con Dalida (all’epoca anche sua amante). Vicino al corpo, un biglietto in cui Tenco spiega i motivi del gesto, ma tra i compagni di sempre sono in tanti a dubitare della volontarietà di quell’azione estrema. Sull’argomento, da allora a oggi, si spendono fiumi di inchiostro fra libri e articoli di giornali. La recente autopsia conferma il suicidio. Tuttavia il mistero permane. Non è un mistero invece che Tenco sia tra i maggiori cantautori italiani come dimostrano i tre album pubblicati in vita, tra cui questo, il terzo, Tenco (RCA, 1966), esce pochi giorni prima che egli muoia: contiene dodici pezzi tra cui almeno tre gemme, famosissime: Lontano, lontano, Un giorno dopo l’altro e Vedrai vedrai.