Bob Dylan, The Freewheelin' Bob Dylan verri blog.jpg
Dopo un album d’esordio di quasi tutte cover (vecchie ballate e canzoni popolari), il ragazzo piombato negli ambienti alternativi del newyorchese Greenwich Village, scolpisce (1963) una pietra miliare del nascente movimento folk, in direzione della protest song, sul piano dei contenuti, reinterpretati con voce nasale all’apparenza stridente, in realtà subito riconoscibile e adattissima a coniugare i suoni ridotti al mimino, a ragionare su Blowin’ in the Wind, A hard rain’s gonna fall, Masters of war e Don’t think twice it’s allright.

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